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il caso 

La Fondazione smentisce il Comune «Fondi disponibili per la scuola chiusa»

Cesare Bonifazi
La Fondazione smentisce il Comune «Fondi disponibili per la scuola chiusa»

E comunica che ci sono altri bandi aperti per ottenere nuovi finanziamenti per riaprire il plesso di Quiesa

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Cesare Bonifazi / Massarosa

I soldi per la scuola ci sono. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca conferma l’impegno economico per mettere a posto la scuola di Quiesa e chiarisce alcuni punti riguardo alla propria posizione sui cofinanziamenti.

In una missiva la Fondazione spiega che «il contributo è ancora in essere, il cofinanziamento minimo atteso per ottenere 400mila euro è di 200mila che possono provenire anche da fondi regionali, purché: l’intervento di miglioramento sismico e quello di efficientamento energetico (della Regione per cui sono previsti 360mila euro già stanziati, ndr) siano unificati, almeno nei confronti della Fondazione, in un unico progetto».

Le risorse disponibili, secondo le stime della Fondazione, sono di 850mila euro «sufficienti per la realizzazione dell’intero progetto e che pertanto a fine lavori la scuola sia regolarmente utilizzabile, in caso contrario il contributo della Fondazione non potrà essere erogato».

Quindi da Lucca si fa sapere che, su un finanziamento totale di 400 mila euro, «il cofinanziamento minimo è di 200mila, anche proveniente da fondi regionali, però il contributo della Regione Toscana è destinato ad un progetto di efficientamento energetico sullo stesso plesso», il Comune quindi dovrebbe creare un unico progetto che comprenda entrambi gli interventi.

E il Comune proprio questo avrebbe fatto: ovvero un unico progetto che comprenda entrambi gli interventi, corredato. A quel punto sarà necessario redigere un preventivo di spesa complessivo, in modo da consentire le opportune modifiche alla convenzione già sottoscritta con la Fondazione.

Quindi, nel progetto richiesto da Lucca, possono essere comprese anche le risorse derivanti dal contributo regionale sull’efficientamento energetico ma è necessario unificare i due interventi in un unico progetto, almeno nei confronti della Fondazione. Questo anche in considerazione del fatto che molti lavori di efficientamento energetico dell’immobile possono risultare utili anche al suo miglioramento sismico.

Va detto anche che, secondo la Fondazione, la terminologia “adeguamento sismico”, utilizzata dal Comune in fase di richiesta, non è corretto trattandosi di un bene inventariato (si parla dell’epoca in cui l’ex sindaco Mungai era in carica); pertanto la Fondazione è consapevole che l’intervento produrrà un miglioramento sismico, che dovrà essere comunque tale da consentire l’utilizzo dell’edificio come scuola. Il livello di miglioramento sarà determinato dal progetto e la sua approvazione da parte della Soprintendenza competente, ovviamente prima dell’esecuzione dei lavori, è necessaria a garantire l’efficacia dell’intervento per la Fondazione.

Quindi la Fondazione fa presente che, oltre alle risorse di cui il Comune potrebbe accedere in caso di unificazione dei due progetti (sismico ed efficientamento), sono disponibili contributi a fondo perduto concessi da Gse per progetti di efficientamento energetico. Un tale contributo, ottenibile a fronte del raggiungimento di requisiti minimi di efficientamento, potrebbe integrare le risorse già a disposizione, qualora il progetto assumesse una dimensione più ampia, e comprendere anche taluni interventi di miglioramento sismico. —

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