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Versilia

Il primario di pediatria: i bimbi sono i più forti: «Il virus li attacca, ma in maniera lieve»

Matteo Tuccini
Il primario di pediatria: i bimbi sono i più forti: «Il virus li attacca, ma in maniera lieve»

Gagliardi: la casistica ci dice che nemmeno i neonati hanno conseguenze gravi, persino se la mamma è contagiata

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I bambini sono i più forti. Hanno la freschezza e la giovialità dalla loro, che li rendono un pessimo avversario per il virus. Che li attacca, ma nella forma più leggera. A rassicurare le famiglie è Luigi Gagliardi, neonatologo di fama, primario di pediatria all’ospedale Versilia e responsabile dell’area pediatrica dell’Asl.

Dottor Gagliardi, quali sono i rischi per i bambini?

«I bambini non sono immuni da questa malattia: smentisco la voce che circolava all’inizio. È vero, però, che la prendono in maniera più lieve. Lo sappiamo dai colleghi cinesi e da quelli del Nord Italia: ad ora non si sono verificati casi di decessi, né di gravi insufficienze respiratorie tra i bambini contagiati. Questa è una cosa che ci dà conforto e tranquillità, pur nella massima cautela».

Come mai avviene questo?

«I bambini hanno dalla loro un organismo fresco e non logorato come accade per le persone di una certa età. Inoltre, per il tipo di vita che fanno almeno fino a quando non è iniziata l’emergenza, sono più dinamici e allenati».

E i neonati?

«Per le donne in gravidanza e per i neonati vale la stessa cosa. Al momento non sappiamo cosa potrebbe succedere a una mamma che venisse contagiata dal coronavirus nel primo trimestre di gravidanza, che per definizione è il periodo più delicato perché è in quei mesi che si formano gli organi del piccolo. Sappiamo, però, cosa succede nei mesi successivi. E la risposta è: nulla. I bambini nati da mamme ammalate stanno tutti bene. Sembra che il virus non passi attraverso la placenta e non raggiunga né il bambino, né il liquido amniotico. Quindi i nati da donne che avevano preso il Covid-19 sono sani. Anche questa è una cosa buona. Tra l’altro sembra che non sia neppure necessario il taglio cesareo».

Lo stesso discorso vale quando il contagio avviene nei primi mesi di vita?

«Esatto. E dato che di questa malattia abbiamo visto più di 100.000 casi, le conclusioni tranquillizzanti che stiamo traendo hanno attendibilità scientifica. Domani ne parleremo anche in una teleconferenza con i colleghi australiani e neozelandesi, che ci hanno chiesto informazioni su cosa debbano aspettarsi».

È vero che i bambini sono più coperti dal coronavirus grazie ai vaccini obbligatori?

«Al momento non è possibile affermarlo con sicurezza: è un’ipotesi scientifica su cui si sta lavorando. Vedremo. La certezza è che i vaccini offrono copertura immunitaria, che è importante, ma non dal coronavirus. I vaccini coprono dalle altre malattie, non da questa».

Le indicazioni ai genitori?

«Fermo restando tutto quello che abbiamo detto, serve prudenza. State in casa e non fate venire nessuno a trovare il bambino. I saluti e gli auguri si possono fare via Whatsapp e Skype. Non bisogna correre rischi inutili, né avere false sicurezze».

Come stanno reagendo le famiglie finora?

«Gli accessi al pronto soccorso pediatrico sono crollati di oltre il 50%: non potendo uscire di casa, non ci sono neanche gli incidenti come ad esempio le cadute della bicicletta. Ci sono un po’ di remore da parte dei genitori a portare i bimbi all’ospedale; anche i pediatri di famiglia stanno facendo la loro parte nel gestire al meglio la situazione, in modo da evitare accessi impropri al nostro pronto soccorso. La situazione è sotto controllo».

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