Gioco
Coronavirus, vicino a trovare un vaccino l’ex numero 1 della Versiliana
Per tre anni e mezzo presidente della Fondazione, è ora ad di una azienda che studia il farmaco anti Covid: «Siamo a buon punto»
«A che punto siamo con il vaccino? Mettiamola così: vivo questa fase con prudente ottimismo, ma se procede come previsto entro giugno cominceremo la sperimentazione sull’uomo». Il nome di Piero Di Lorenzo, dalle nostre parti, evoca la Versiliana e il suo Festival per quella carica di presidente della Fondazione portata avanti, fra mille intemperie di bilancio, per 3 anni e mezzo.
Ma questa è un’altra storia perché Di Lorenzo, da sempre, nella vita di ogni giorno, si occupa di ben altro: è infatti presidente e amministratore delegato della IRBM Spa, società leader nel settore della biotecnologia molecolare e della chimica organica. Per intendersi, 5 anni la IRBM testò con successo, per prima, nei propri laboratori, il vaccino anti-ebola. Una svolta epocale a livello sanitario mondiale. Nel frattempo, una cinquantina dei 250 ricercatori della stessa azienda di Pomezia stanno lavorando al vaccino anti-Covid 2019. «Noi siamo pronti - spiega Di Lorenzo -: se la pandemia dovesse diventare inarrestabile prevarrebbe la cosiddetta legge del male minore e quindi le autorità regolatorie a vari livelli potrebbero decidere di accorciare i tempi dei test sui topi, prima e sull’uomo, poi. Il tipo di vaccino su cui stiamo lavorando in sinergia con lo Yenner Institute della Oxford University parte da un presupposto: lo Yenner Institute, già nel dicembre scorso, aveva infatti sintetizzato il gene della proteina ‘ cattiva’, per intendersi la componente più contagiosa, del coronavirus. E lo avevano fatto riuscendo a mettere a punto uno studio già viatico al vaccino anti-MERS. A questo punto siamo entrati in gioco noi: il vaccino, sintetizzato e quindi depotenziato, dovrà essere inoculato nell’organismo umano, processo che è di competenza della nostra expertise, la Advent/IRBM, la stessa che ci portò appunto, 5 anni fa, a testare il vaccino anti-ebola», precisa Di Lorenzo che aggiunge. «Siamo di fronte ad una situazione oggettivamente critica e benissimo ha fatto il Governo ad adottare gli attuali provvedimenti. Se queste restrizioni saranno rispettate, ci avvieremo verso la soluzione. Quando? Dipende da noi italiani, dalla capacità di osservare quanto ci è stato chiesto anche se poi, più avanti, dovremo preoccuparci di un’altra problematica, quella legata alle altre nazioni che si troveranno, temo, a breve, in una situazione simile alla nostra. Dovremo così proteggerci dal ‘ virus di ritorno’ da questi paesi europei: è una questione che andrà presa in seria considerazione».
Sul coronavirus Di Lorenzo si è fatto un’idea che va a collimare con quella dei massimi esperti. Il Covid-19 appare meno pericoloso di altri virus della stessa famiglia: per intendersi la SARS, la MERS. Il problema è che molto più contagioso. Terapie? Non esiste, al momento, un farmaco specifico, ne esistono diversi, già adottati per altre patologie, ma qualcosa di specifico, come detto, purtroppo non c’e’. Ecco perché l'unica possibilità concreta di fermare il contagio e’ quella di rispettare quanto ci e’ stato chiesto di fare: in questo modo eviteremo il proliferare dell’epidemia» —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
