Il Tirreno

Versilia

Farmacisti in prima linea ma disarmati: «Al lavoro senza guanti né mascherine»

Simone Pierotti
Farmacisti in prima linea ma disarmati: «Al lavoro senza guanti né mascherine»

Ma fra i clienti c’è anche chi va solo per acquistare creme solari o prodotti per la cellulite: «Venite solo se necessario»

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VIAREGGIO. «Siamo un pochettino allarmati, soprattutto perché non ci sono stati forniti né guanti né mascherine e ce li siamo dovuti procurare per conto nostro». Parola di farmacista. Parola di Andrea Bargellini della Calandra di via Regia. «Gli organi competenti che dovrebbero aiutarci non hanno fatto nulla finora – racconta Bargellini –: l’Ordine dei Farmacisti si è limitato a una comunicazione in cui esortava di rifornirci di guanti di lattice e mascherine protettive». Ma questi «non è che non sono più disponibili: non ci sono proprio mai arrivati. Ci siamo dovuti arrangiare, trovandoli per vie traverse e addirittura rivolgendoci ad altre regioni… Per fortuna la proprietà della farmacia ha tenuto conto delle nostre esigenze: quando abbiamo chiesto di montare un vetro protettivo, tipo quelli degli uffici postali, ci ha subito accontentato nel giro di poche ore».

In quest’ultima settimana i clienti si sono presentati per le richieste più disparate: «Alcuni non hanno davvero capito la situazione: ci siamo sentiti chiedere il lucidalabbra, la crema per la cellulite o i filtri solari… Altri invece, presi dal panico, hanno fatto le scorte di medicinali. Noi siamo aperti, ma sarebbe meglio che le persone si presentassero solo per curare le terapie croniche o per assistere gli anziani. Ecco, in giro se ne vedono ancora troppi: colgo l’occasione per far sapere che consegniamo anche a domicilio. E ci raccomandiamo a tutti di rimanere a casa: non siamo paragonabili a medici o personale sanitario, ma dopo loro veniamo noi per il rischio di contagio».

Scene simili qualche metro più in là alla Castellani: «Addirittura c’è chi ha paura di entrare in farmacia e vuole essere servito fuori», racconta Francesca Fei : «Noi abbiamo adottato tutte le misure previste, facendo venire dentro un cliente per volta: purtroppo c’è anche chi, non so se per mancanza d’informazione o perché sottovaluta la situazione, si stupisce se abbiamo installato una vetrata protettiva o se indossiamo guanti e mascherine». Che, anche in questo caso, non sono stati distribuiti dall’Ordine dei Farmacisti, né tantomeno dalla Protezione civile: «E abbiamo dovuto sospendere, salvo casi gravi e di emergenza, la misurazione della pressione e l'elettrocardiogramma perché non possiamo garantire il metro di distanza».

Non va diversamente alla Inglese in via Garibaldi: «Oggi (ieri, ndr) c'è stata un po' meno affluenza del solito, ma gli altri giorni è stato tutto un viavai», spiega Barbara Parenti: «Soprattutto è capitato di vederci arrivare tre volte lo stesso cliente nella stessa giornata: così non va bene, forse qualcuno non ha ancora capito che bisogna uscire il meno possibile da casa se non per necessità. Noi le mascherine le avevamo messe da parte: sto indossando la solita da lunedì anche se, essendo monouso, dopo una volta dovrebbe essere gettata via... Ma finora non ci hanno rifornito di nulla e, avendo un bimbo che mi aspetta a casa, cerco di ridurre il più possibile i rischi di contagio».


 

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