Gioco
Dal centro di Pietrasanta al pontile del Forte lungo strade deserte di una Versilia silenziosa
Completamente vuoti ieri pomeriggio i luoghi simbolo del turismo locale Pochissime le persone uscite di casa per una passeggiata o per la spesa
Un uomo sulla quarantina attraversa piazza Duomo stracolmo di sacchi della spesa. Guanti blu monouso e mascherina sulla bocca. Guarda a terra per proteggersi da sguardi indiscreti che nemmeno ci sono. Intorno a lui, non c’è anima viva. Le saracinesche sono abbassate. L’odore di varichina inonda le strade deserte. Le tapparelle sono aperte ma su camere senza rumori.
Sembra l’ora muta delle fate nel centro storico di Pietrasanta, ma sono le due e trenta di un sabato pomeriggio. Il primo sabato pomeriggio dopo il decreto del presidente del consiglio dell’11 marzo che ha chiuso bar, ristoranti, negozi e vietato gli spostamenti da un comune all’altro, e anche – possibilmente – nello stesso comune se non per lo stretto necessario. La spesa, una passeggiata con il cane, due passi sotto casa per sgranchirsi le gambe. Niente di più. Sconfiggere il virus, lasciandolo solo.
E oggi la Versilia sembra aver capito di vivere un periodo di emergenza sanitaria dove non c’è spazio per aperitivi, cene e partite di calcetto, perché è arrivato il momento di aspettare e di provare, come scriveva il poeta Kipling, a non stancarsi di farlo.
E allora quelle strade sempre stracolme di gente si sono improvvisamente svuotate. È vuoto il centro storico di Pietrasanta, ritrovo pomeridiano di artisti con le sue gallerie e i suoi caffè. È vuoto il lungomare, da Forte dei Marmi a Viareggio. Non c’è ciclista che si alleni in questa giornata di quasi primavera, anche se buia, né sportivo che si conceda una corsa. Sui pontili di Forte, Tonfano e Lido di Camaiore, passeggiano anziani soli, rimproverati dai vigili urbani che si raccomandano di non farlo più («soprattutto voi dovete stare in casa») o giovani a passeggio con i cani, mascherina sulla bocca e, anche loro, sguardo all’ingiù. Sono vuote le passeggiate dei negozi, i vicoli dei ristoranti, le panchine dei parchi.
Le auto di polizia municipale e carabinieri girano di continuo sulle strade deserte, denunciando le (poche) persone fuori casa senza un motivo valido (diciotto in tutti i sette comuni della Versilia quelli denunciati ieri per inosservanza di provvedimento di autorità, di cui sedici dai vigili urbani di Pietrasanta e due dai carabinieri della compagnia di Viareggio). Tutto è spento. Nemmeno la notte è così muta.
Sole le tv nei salotti rompono il silenzio di una Versilia che sembra la strada verso sud del romanzo post apocalittico di Cormac McCarthy, quella che percorrono padre e figlio attraverso un’America sopravvissuta a una imprecisata catastrofe che ha spazzato via ogni essere vivente, eccetto gli uomini anche loro però ridotti a uno stato di primitività. Oppure quella città senza nome di Cecità, il romanzo di José Saramago, un paese dove improvvisamente si diffonde un’epidemia sconosciuta che fa diventare gli abitanti ciechi e dove le autorità decidono di isolare i contagiati in un ex manicomio per evitare quell’epidemia che piano piano sta svuotando le strade.
Sicuramente l’epilogo sarà lo stesso: l’epidemia improvvisamente arrivata, improvvisamente se ne andrà. E gli abitanti, tutti ciechi, scenderanno in strada e torneranno a vedere, a farsi accarezzare da una luce del sole mai stata così viva e così calda. Più saggi della vita vissuta. —
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