Attenzione
Vigile dovrà risarcire il Comune per aver falsificato una multa
L’ex agente condannato a pagare cinquemila euro anche per aver picchiato una donna: «La violenza è un danno di immagine per l’amministrazione»
Era stato già condannato, in via definitiva, in sede penale, a due anni e sei mesi di reclusione (oltre all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena) per abuso d’ufficio, falsità ideologica, lesioni, violenza privata, minaccia e calunnia. Adesso Marco Jelen, classe 1946, ex agente della polizia municipale di Viareggio, è stato condannato anche dalla Corte dei conti a pagare cinquemila euro al Comune per il danno di immagine provocato dalla sua condotta in servizio.
I fatti risalgono al 13 gennaio del 2010. Sono da poco passate le 9 di mattina quando una residente della Darsena va a passeggio con il cane verso la pineta di Levante. All’altezza dello stadio dei Pini viene fermata dall’agente che l’accusa di aver lasciato il cane libero, quindi senza guinzaglio. La donna nega. E in sede dibattimentale testimoni confermeranno la sua ricostruzione. Sta di fatto che ne nasce una lite: l’agente arriva ad afferrare la donna per un braccio e a strattonarla fino a provocarle lesioni considerate guaribili in cinque giorni. La minaccia anche. «Se non mi dai le generalità, ti arresto», le dice.
Tutto davanti agli occhi di testimoni che chiamano i carabinieri chiedendo il loro intervento per un «vigile che sta mettendo le mani addosso a una donna», si legge nella sentenza della Corte dei conti. L’ex agente redige comunque un verbale dichiarando «falsamente» che la il cane non era al guinzaglio e denuncia pure la donna per calunnia e diffamazione.
Adesso si pronuncia su quei fatti anche la Corte dei conti secondo cui «la documentazione induce il collegio a non dubitare circa la colpevolezza del convenuto in ordine alla vicenda in esame. Stante l’entità del fatto contestato nonché la diffusione che la notizia ha avuto attraverso i mezzi di comunicazione di massa, il collegio ritiene di dover accogliere la richiesta di risarcimento del danno all’immagine, così come formulata dalla Procura. L’azione violenta ed ingiustificata commessa dal vigile urbano in mezzo alla pubblica via non lascia margine di dubbio in ordine alla censurabilità della condotta contestata, di gravità tale da compromettere il decoro e l’immagine della amministrazione di appartenenza».
La procura aveva chiesto la condanna dell’uomo anche per danno erariale per le spese indirette di gestione, pari a 436 euro, relative alle ore di lavoro dedicate all’istruzione alla gestione della vicenda. La richiesta è stata però respinta dalla Corte dei conti secondo cui «la suddetta voce di danno risulta solo affermata e non provata e come tale meritevole di rigetto». —
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