Sicurezza
Neri: poco credibile il mea culpa di Mallegni
PIETRASANTA. «Il mea culpa forzato di Mallegni dopo le improvvide e pericolose uscite/video sui social è poco credibile e inaccettabile». Ettore Neri, capogruppo del Partito democratico nel consiglio comunale di Pietrasanta, non la fa passare liscia al senatore-assessore al turismo che ha dovuto ammettere pubblicamente di avere sbagliato a sottovalutare l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus.
«Le scuse - aggiunge Neri - dovrebbero essere complete e sincere per essere accolte. Massimo Mallegni, infatti, inconsapevole probabilmente della valenza istituzionale del ruolo che ricopre a Roma, ha ripetutamente e con modi e toni che variavano dall’avanspettacolo alla taverna portuale, manifestato la sua indifferenza e incomprensione dell’epidemia che già era conclamata. Quando, ad esempio, la Conferenza dei Sindaci si è riunita per decidere, tra l’altro, la chiusura di biblioteche e musei. Mallegni ha continuato ad invitare i turisti a venire in Versilia quando già i bollettini giornalieri annunciavano drammaticamente le migliaia di persone contagiate e le centinaia tra ricoverati in rianimazione e morti, e mentre scienziati, operatori sanitari e amministratori in tutta Italia si affannavano a curare i malati, a cercare di arginare la diffusione del virus e a trasmettere messaggi di prudenza e regole di comportamento corrette. Nonostante tutto ciò Mallegni ha continuato a lanciare messaggi di segno completamente contrario, senza alcuna base scientifica».
«Mallegni - prosegue il capogruppo Pd - si rende conto o no che i suoi appelli potrebbero aver ingenerato confusione o indotto a comportamenti superficiali e sbagliati migliaia di persone? Si deve essere sempre responsabili di quello che si dice, e a maggior ragione quando si ricoprono incarichi pubblici e si rappresenta lo Stato».
Da qui l’affondo finale. «Noi non chiediamo a Mallegni di fare un passo indietro o di dimettersi, sono decisioni che stanno alla sua coscienza, ma semplicemente di guardarsi dentro e di riflettere su ciò che ha fatto, e di evitare di rifarlo in futuro. E anche di avere il pudore di non minacciare querele a chi, anche sbagliando perché non si devono attaccare le persone ma i loro comportamenti, ha reagito alle sue parole completamente fuori luogo». —
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