Toscana
La protesta degli autisti di bus «Siamo senza protezioni»
viareggio. «Noi, che non ci siamo fermati, che continuiamo a guidare i bus senza guanti e senza mascherine, senza il rispetto delle misure precauzionali dettate dal Governo. Che continuiamo a riparare dentro le officine i bus guasti, senza protezioni, non igienizzati e potenzialmente infettati. Che continuiamo a portare al lavoro responsabilmente, ogni giorno, la poca gente rimasta che non può stare a casa, perché il nostro è un lavoro indispensabile per la società». Con queste parole, intense e dirette, i lavoratori della Ctt Nord si rivolgono prima di tutto agli amministratori della società di trasporto pubblico e ai cittadini. «Grazie signor presidente e signor amministratore delegato per le parole di incoraggiamento spese a sostegno dei vostri dipendenti», scrivono i dipendenti rivolgendosi al presidente Andrea Zavanella e all’ad Alberto Banci di Ctt. Nonostante le misure già adottate dalla Compagnia di trasporti – fra cui il divieto di salita a bordo dei bus dalla porta anteriore, la distanza da garantire dall’autista e di un metro fra i passeggeri, la sospensione della vendita dei biglietti a bordo, infine la sospensione degli uffici Urp di tutte le sedi – ci sono ancora alcune questioni che non vanno per i dipendenti. Fra le più importanti anche l’igienizzazione di alcuni depositi dei bus, quelli più piccoli, come a Camaiore, Fornoli, Pieve Fosciana e Mologno. «Siamo fieri di avere una leadership che scende sul campo ad incoraggiare i propri dipendenti a dare ancora di più di quanto abbiano dato finora», prosegue il messaggio pungente degli operai. «Vi siete dileguati come fece il Re d’Italia l’8 settembre del 1943 e con voi si sono dileguati tutti i capi ufficio e i responsabili di settore, tutti scappati dalle loro responsabilità. Avete abbandonato la nave e non avete avuto nessuno che vi abbia richiamato al dovere. Siamo amareggiati e arrabbiati, è una profonda delusione». Così replica il presidente Zavanella: «Il nostro personale, come tutti coloro che operano in servizi che non si possono fermare, come la distribuzione alimentare o la raccolta rifiuti, e lavorano con il pubblico, è esposto ai rischi del virus. Perciò il paese si deve ricordare di ringraziare anche loro e non solo il settore sanitario che senz’altro fa un grande lavoro, perché è grazie a persone come i nostri dipendenti se i servizi essenziali non si fermano. Capisco le loro lamentele, ma abbiamo già fatto tanto per ridurre i rischi. Mentre i dispositivi di protezione individuale sono quasi impossibili da trovare. Abbiamo già interpellato le prefetture, che fanno uso di canali preferenziali per reperire certa merce, ma non ci hanno riconosciuto lo stesso status che ad esempio riconoscono nelle misure di urgenza alle forze dell’ordine o alla protezione civile. Anzi colgo l’occasione per sensibilizzare le autorità». Sulla questione dell’igiene dei bus, la Ctt Nord si affida alle cooperative, con le quali ha già dei contratti di fornitura. Ognuna opera in autonomia. «Anche loro hanno dei limiti che non possono risolvere dall’oggi al domani, come reperire determinati prodotti sul mercato in questo contesto». —
Tiziano Baldi Galleni
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