Il Tirreno

Versilia

Fiorentini denunciati mentre vanno a Lido

M. C.

Fermata una coppia che voleva raggiungere la seconda casa per «il cibo in scadenza». Controlli della finanza sui prezzi

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viareggio. Sono stati fermati all’uscita dell’autostrada di Viareggio mentre cercavano di raggiungere la loro seconda casa, a Lido di Camaiore, nonostante il decreto del presidente del consiglio del 9 marzo per l’emergenza coronavirus vieti qualsiasi spostamento da un comune all’altro, salvo casi estremi. E, con gli agenti della guardia di finanza, i due si sarebbero giustificati dicendo che «il cibo (quello lasciato nella seconda casa, ndr) rischia di scadere». Per questo la coppia di fiorentini è stata denunciata dai militari per inosservanza di provvedimento di autorità. Cioè il decreto che consente lo spostamento tra un comune e l’altro solo per una serie ristrettissima di casi: il lavoro, il ritorno al domicilio, motivi di salute e situazioni di necessità (ad esempio andare a fare la spesa o acquisti di prima necessità, posto che il decreto chiede di scegliere le attività più vicine al domicilio).

Due denunciati, quindi, ma i controlli dei militari sono stati molti di più. Sono state circa settanta le auto fermate, nell’arco di due giornate (giovedì e venerdì), dalle pattuglie delle fiamme gialle sparse in tutta la Versilia. E tutti i conducenti, eccetto la coppia di fiorentini, aveva motivi validi per spostarsi.

Anche la polizia municipale di Viareggio ha denunciato tre persone a passeggio senza motivo: un residente di Torre del Lago «controllato più volte ma che non aveva accettato il suggerimento di tornare nella propria abitazione rifiutandosi di ottemperare alle regole», fanno sapere dal Comune, e una coppia di Milano trovata a passeggio sul lungomare di Viareggio. Loro «non si erano minimamente preoccupati di segnalare la loro presenza in città in piena contravvenzione dell’ordinanza del presidente della Regione». La polizia municipale sta passando al setaccio auto e seconde case. La Finanza, invece, si sta concentrando anche su un altro fronte dell’emergenza sanitaria: quello delle possibili frodi commerciali su prezzi (aumentati) e qualità (scadente) di prodotti di prima necessità (anche mascherine e gel) in vendita nei negozi ancora aperti. Dai primi accertamenti non sono emerse irregolarità, ma i controlli vanno avanti. —

M. C.

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