Il Tirreno

Versilia

l’intervento della polfer 

Capotreno in isolamento dopo lo sputo

M.C.
Capotreno in isolamento dopo lo sputo

L’autore del gesto non voleva pagare il biglietto sostenendo di non poterlo fare perché aveva perso il lavoro a causa del virus: è stato denunciato

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viareggio. Si è messo in quarantena il capotreno a cui, giovedì pomeriggio, un 55enne aveva sputato in faccia a margine di una lite nata alla stazione di Viareggio. L’uomo non aveva sintomi influenzali, ma per precauzione, anche dietro suggerimento del personale medico del 118, il dipendente dell’azienda ferroviaria ha deciso di mettersi in isolamento in attesa della visita medica.

I fatti sono accaduti poco dopo le 14. 30 sul treno InterCity partito da Genova e diretto a Salerno. L’uomo era stato sorpreso sul convoglio senza biglietto e non aveva intenzione di pagarlo, né tantomeno di scendere. Sosteneva di non potersi permettere di pagarlo, avendo perso il lavoro a causa del coronavirus, ma di essere comunque costretto a rientrare a casa sua, a Napoli. Inoltre non aveva fornito i documenti al capotreno, ma si era limitato a dare generalità, che poi si sono verificate false.

Arrivati alla stazione di Viareggio, il capotreno ha chiesto l’intervento della Polfer. In un primo momento tutto sembrava risolversi, poi il 55enne ha dato in escandescenze, arrivando a sputare in faccia al dipendente di ferrovie. «Gli agenti di polizia giunti sul posto – si legge in una nota della polizia –, dopo aver riportato la calma e convinto l’uomo a scendere dal treno alla stazione di Viareggio, hanno potuto appurare dal documento d’identità, che l’uomo aveva dato al capotreno false generalità, motivo per il quale il capo treno ha comunicato all’uomo che lo avrebbe denunciato. A quel punto il soggetto ha dato in escandescenze, trattenuto a stento dagli operatori. Al momento in cui il treno è ripartito, l’uomo è riuscito per un attimo a divincolarsi e a sputare in faccia al capotreno mentre le porte si chiudevano. Dopo di ciò ha dato alcune testate contro le macchinette automatiche presenti in banchina, e a quel punto si è calmato e ha seguito gli operatori di polizia presso gli uffici». E lì è stato denunciato per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale. Non è stato denunciato quindi, come sembrava in un primo momento, per violazione di provvedimento di autorità, dal momento che doveva raggiungere il suo domicilio. —

M.C.

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