Il Tirreno

Versilia

l’emergenza coronavirus 

Al Versilia personale senza mascherine Chi era in quarantena richiamato al lavoro

Donatella Francesconi
Al Versilia personale senza mascherine Chi era in quarantena richiamato al lavoro

Il Fials scrive all’Azienda sanitaria: «Pronti a denunciare» Ieri si è lavorato con le 80 donate dalla ditta Henraux 

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L’ospedale Versilia si trasforma - come accade in molte strutture in tutta Italia - per avere maggiori settori, maggiori spazi, da destinare ai pazienti da ricoverare perché aggrediti dal Coronavirus. Ma i sanitari tutti che operano nei nuovi spazi ieri non avevano le protezioni necessarie, in particolare la mascherine. Così il Fials medici Versilia ed il Fials comparto Versilia hanno scritto a tutti i vertici della Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest per chiedere «che tutto il personale sia fornito delle tute intere a protezione dei medici, infermieri, operatori socio sanitari, entro 48 ore dalla ricezione della presente richiesta». Il personale - ricorda il sindacato autonomo - «resta a contatto con questi pazienti per turni interni di 8/9 ore. Per cui è vostro dovere mettere in atto tutte le misure per la loro tutela». In assenza dei provvedimenti richiesti, il sindacato non esisterà ad «inoltrare denunce a tutte le sedi competenti».

Le mascherine - fa sapere l’ufficio stampa della Asl Toscana Nord Ovest - domani (oggi per chi legge, ndr) arrivano. Il problema -sottolinea la Asl - è che non si trovano. Ne sono state ordinate 25mila del tipo chirurgiche. Ma si trovano «con il contagocce».

Così è scattata una sorta di gara di solidarietà a sostegno dei presidi necessari al personale sanitario. Ieri 80 mascherine sono state donate all’ospedale dalla ditta “Henraux”, nella persona di Paolo Carli. Mentre il Cral dell’ospedale ne ha ordinate per circa 5mila euro ed è in attesa che l’agognato pacco arrivi a destinazione.

Ma c’è un’altra vicenda che non fa dormire il personale sanitario tutto, già provato da turni, condizioni di lavoro e preoccupazioni per se stessi, i propri colleghi, i propri cari. Per disposizioni del Governo, recepite dalla Regione Toscana, chi era in quarantena per aver avuto contatti diretti con persone risultate positive è stato richiamato al lavoro. Nonostante l’ordinanza ricevuta dai sindaci dei comuni di residenza. E non andranno in quarantena medici, infermieri, personale sanitario tutto che entri in contatto con pazienti positivi asintomatici.

«Io devo andare al lavoro ed ho paura, non solo per me ma per i miei cari», è la telefonata arrivata ieri mattina alla redazione del Tirreno da un appartenente al personale sanitario.

«Abbiamo scritto che non siamo d’accordo», sottolinea Daniele Soddu del Fials Versilia: «Così come dobbiamo sottolineare quanto deciso proprio in queste ore in materia di indennità di malattia infettiva. Estesa per i riparti di Rianimazione e non per quelli di Pronto soccorso. Abbiamo già inviato una lettera all’Azienda sanitaria di richiesta di estensione a tutto l’ospedale».

E proprio pensando a quella “prima linea” che è il Pronto soccorso con il suo personale che ieri pomeriggio, sulla pagina del gruppo Facebook “Viareggio mia” è comparso un bel post tutto rosso: «Pronto soccorso Versilia...grazie per tutto quello che fate».

Il miglior ringraziamento possibile è, per, non continuare ad intasare il Pronto soccorso se non c’è una emergenza vera. Non è questo il momento per provare a farsi esaminare quel “dolorino” del quale si può parlare con il medico di base senza “fiondarsi” al Versilia, magari appena fa buio. —

(ha collaborato

Gabriele Noli)



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