Il Tirreno

Versilia

l’appello 

Bimbi autistici senza scuola Le madri: siamo abbandonati

D.F.

Danila Aloisi racconta la doppia difficoltà di questi ragazzi e ragazze: «Non devono ammalarsi perché molti di loro sono anche epilettici»

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VIAREGGIO. C’è il ragazzino che ogni giorno deve essere portato al supermercato e quello che «non si dà pace che il McDonald’s non sia aperto e non so come spiegarglielo»: è la vita tra le quattro mura domestiche dei genitori di bambini e ragazzi con sindromi dello spettro autistico. «Loro non possono proprio ammalarsi», racconta Danila Aloisi che in Versilia è il riferimento di tante famiglie, «perché in molti casi all’autismo si accompagna l’epilessia. Per cui i nostri figli non devono assolutamente accusare febbre».

Le scuole - sottolinea Aloisi - «forniscono i compiti agli altri alunni. Ma mio figlio non ha avuto più contatti con le insegnanti. Possibile che non si possa fare un collegamento whatsapp, un piccolo video, un audio?».

Il figlio di Danila chiede di continuo di andare al mare, «perché la scuola non c’è e quando la scuola finisce è estate e c’è il mare. Non è giusto che noi ed i nostri figli si venga dimenticati così. Io l’educatrice continuo a sentirla per telefono. Ma mio figlio non ha più avuto contatti con la sua scuola. E così vengono a mancare tutti i suoi punti di riferimento». Che sono i capisaldi della vita delle persone con sindromi dello spettro autistico.

«Siamo abbandonati», è l’amara considerazione di Aloisi. Senza contare la difficoltà di queste famiglie ad organizzarsi nell’emergenza: «Le baby sitter non vengono perché c’è il rischio che attacchino anche un semplice raffreddore ai ragazzi. Non restiamo che noi genitori. E speriamo che arrivino presto le modifiche annunciate dal Governo per i congedi parentali».

Sulla propria pagina Facebook mamma Danila ha pubblicato un appello che è stato molto condiviso: «Se mio figlio prendesse il virus, sarebbe deleterio, in quanto la febbre in lui scaturirebbe crisi epilettiche molto forti. Ad un bambino con l'autismo sarebbe difficile spiegare che dovremmo stare in ospedale e che non potrebbe avere le sue cose, i suoi oggetti preferiti e che non potrebbe fare le sue routine. Ti prego: tutelati e aiuta i nostri figli ad non ammalarsi. Rimani a casa». —

D.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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