Sicurezza
Un omicidio che lascia quasi indifferenti
Non è (solo) colpa coronavirus. Se un figlio uccide a coltellate la madre di 49 anni nell’abitazione dove i due vivono a pochi passi dal centro storico e la notizia passa in secondo piano in una cittadina di poco più di 10mila abitanti dove quasi tutti si conoscono non è soltanto a causa dell’effetto virus che sta fagocitando tutto e tutti. E’ il segnale che forse anche nelle località più piccole, quelle dove il senso di comunità è tradizionalmente più radicato, qualcosa si è rotto.
Certo, madre e figlio protagonisti di questo tragico fatto di sangue non sono italiani. Arrivano dall’Ucraina, nazione così culturalmente distante da noi che solo in pochi sanno che qui è in corso da anni una drammatica guerra contro la Russia per questioni di confini. E sono venuti in Italia da poco più di un anno, senza un lavoro fisso (lui) e con problemi di salute (lei). Insomma, i loro non corrispondono certo ai profili di chi si è perfettamente integrato nel tessuto sociale di un paese. Che però la triste storia di Larisa e Andriy non abbia scosso che poche coscienze e che i loro problemi familiari ed economici fossero sconosciuti ai più è un campanello di allarme di come si sta disgregando quella rete di rapporti umani e di reciproca assistenza che ha sempre distinto (in meglio) i piccoli centri dalle città medio-grandi. Insomma, Camaiore – come molte altre località simili, perché il problema non è certo legato soltanto ad un singolo paese – sta perdendo quelle caratteristiche di mutua solidarietà che ne facevano qualcosa di più di semplici agglomerati urbani.
Del resto che da questo punto di vista i tempi stiano mutando lo si comprende anche da altri segnali solo apparentemente non connessi con un doloroso fatto di cronaca come l’omicidio di mercoledì. Riprove indirette di una socialità sempre meno forte sono ad esempio il calo delle persone disposte a impegnarsi attivamente nel mondo dell’associazionismo in zone in cui il volontariato è stato per decenni una risorsa e un vanto. O la difficoltà a reperire un numero adeguato di donatori di sangue in una zona dove il sangue lo si esportava in mezza Italia. Segno di una popolazione che rischia di chiudersi sempre più a riccio su se stessa. Senza lasciarsi toccare neppure da un figlio che uccide la madre. E non è colpa (solo) del coronavirus… —
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