La piscina comunale di Seravezza chiude fino al 15 marzo
Rimangono aperte invece quelle di Massarosa e di Camaiore; quest’ultima con prescrizioni: «Massimo 31 persone negli spogliatoi»
seravezza. Giovedì avevano deciso di tenere aperto l’impianto e di continuare le attività «con le precauzioni dettate dal decreto governativo». Ma ieri i gestori della piscina comunale di Seravezza hanno fatto retromarcia e deciso di chiudere le vasche al pubblico fino al 15 marzo. Proprio come hanno fatto il governo con le scuole e i Comuni della Versilia con i musei, le biblioteche e gli altri luoghi pubblici del territorio. Una semplice precauzione, come tutte le altre, per evitare ulteriori contagi.
Lo ha comunicato ieri mattina la stessa società, la asd Blu Water, sul suo profilo Facebook. La piscina ieri è rimasta quindi chiusa e lo rimarrà per altri dieci giorni, in attesa di conoscere gli sviluppi dell’emergenza sanitaria.
Rimarranno invece aperte – almeno per il momento – le altre due piscine comunali, quella di Massarosa e quella di Camaiore. Quest’ultima, però, con alcune prescrizioni comunicate giovedì dal Comune con una nota.
Anzitutto non potranno rimanere persone sulle tribune. I corsi Afa (acronimo di Attività fisica adattata: è un programma sportivo per specifiche condizioni di salute ed è indirizzato soprattutto alle persone adulte e anziane che presentano condizioni dolorose ricorrenti e/o riduzione delle capacità funzionali da malattie pregresse) e quelli di Gym3 sono stati bloccati fino al 3 aprile. Potrà continuare regolarmente invece l’attività agonistica purché «l’associazione, a mezzo del proprio personale medico – si legge in una nota del Comune di Camaiore –, effettui i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus tra gli atleti, tecnici, dirigenti e accompagnatori». Anche il nuoto libero, le lezioni private, i corsi di formazioni assistenti bagnanti, quelli di sub e apnea, il nuoto special e il fitness, potranno continuare ma con limiti di accesso negli spogliatoi: per donne e bambini «massimo 31 persone complessive negli spogliatoi, a distanza di 1 metro»; per gli uomini, massimo 25 persone e sempre a distanza di un metro.
I corsi di nuoto normali sono stati «in attesa di pianificazione di nuova distribuzione oraria, per garantire il rispetto del decreto», quello del governo che chiede di adottare tutte le misure necessarie per ridurre la presenza di più persone in uno stesso luogo.
Anche le varie palestre del territorio hanno deciso di rimanere aperte, con tutte le precauzioni del caso. Sulle porte degli spogliatoi sono appesi i cartelli con il decalogo della Regione Toscana sul comportamento corretto e a tutti gli utenti viene chiesto di rispettarlo.
Mentre quindi, in Versilia, come nel resto di Italia, vengono cancellate tutte le manifestazioni sportive (vedi Viareggio Cup o Tirreno-Adriatico), palestre e piscine non si fermano. La voglia di sport annulla la paura. Il Comune di Seravezza, tuttavia, «rinnova la raccomandazione a tutti i privati che promuovono manifestazioni ed eventi e a chi gestisce lo sport di base e le attività motorie in genere ad attenersi alle disposizioni del decreto». Cioè a bloccare gli eventi. —
Melania Carnevali
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