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politica 

Il prefetto chiude le polemiche sulle mozioni Pd

L. B.

Per Lucca le procedure consiliari della presidente  Brizzolari erano lecite Ma Neri ribatte: «Non entra nel merito della questione»

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pietrasanta. Il caso è chiuso. O forse solo rimandato ad altra occasione vista la vivace conflittualità, in atto, in ambito istituzionale. Sta di fatto che sulla querelle fra il centro-sinistra (Pd e Insieme Pietrasanta) e il presidente del consiglio comunale Paola Brizzolari, per la mancata discussione di mozioni ed ordini del giorno entro i termini previsti dal regolamento, cala il sipario dopo l’intervento della Prefettura. Intervento sollecitato, nelle scorse settimane da Ettore Neri, Nicola Conti e Lorenzo Borzonasca.

«Il presidente Brizzolari ha precisato – si legge nel testo della lettera inviata dalla prefettura ai tre ai consiglieri – che nel rispetto di quanto previsto dal regolamento, norma peraltro osservata, data la natura degli argomenti all’ordine del giorno, non è stato possibile inserire le varie mozioni presentate prima della seduta del consiglio comunale del 20 gennaio scorso. In tale sede – riferisce sempre il presidente del consiglio – le mozioni sono state rinviate all’unanimità, con voto favorevole anche delle minoranze alla successiva seduta del 13 febbraio per poi essere inserite all’ordine del giorno del consiglio comunale del 27 febbraio, quelle non discusse unitamente ad una nuova mozione».

In sostanza il prefetto prende atto della liceità procedurale dichiarata dalla stessa Brizzolari: «Intanto diciamo che la presidente – precisa Neri – ha provato a leggere quanto scritto dal prefetto durante l’ultima seduta consiliare, ma non è andata oltre quando noi consiglieri le abbiamo fatto presente che la lettera in questione era di nostra competenza e non di altri. Brizzolari inclusa. Detto questo, dal testo si evince che il prefetto non dà ragione a Brizzolari, ma che il caso non esiste più perché le mozioni e gli ordini del giorno oggetto del nostro esposto, sono alla fine stati discussi in consiglio comunale. In poche parole il Prefetto non è entrato nel merito della questione, ma i ritardi del presidente nell’inserire le mozioni all’ordine del giorno del consiglio c’erano e restano». –

L. B.

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