Gioco
Strage, i familiari al ministro: «Non si riveda la normativa»
La richiesta di sapere cosa sta accadendo in materia di modifica del decreto sulla sicurezza sul lavoro: «Non si faccia diventare la ferrovia una “zona franca”»
VIAREGGIO. Lettera aperta dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009-32 morti - al ministro dei trasporti, Paola De Micheli: «Ci appelliamo a lei per l’Istituzione che rappresenta, e poi come donna e mamma affinché non accada lo scempio di una revisione del Decreto legislativo 81/08 che vada ad escludere da questo normativa le Ferrovie, facendole diventare “zona franca”». Un tema che è stato centrale nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio - ricorda la lettera firmata da Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime della strage di Viareggio. Proprio grazie alla scelta del Tribunale di Lucca prima e della Corte d’Appello di Firenze, poi, di applicare quanto disposto dal decreto, questo ha dato forza all’impianto della vicenda giudiziaria. Rafforzando le pene ed allungando i tempi di prescrizione dei reati più gravi.
Se si scegliesse di far diventare Ferrovie “zona franca” rispetto all’applicabilità della norma - scrive Piagentini - «si cancellerebbe l’ultimo briciolo di verità nel processo Viareggio. Ma non solo tale intervento normativo, infatti, toccherebbe anche il processo in corso per l’incidente di Andria e Corato, così come i processi che si dovranno aprire prossimamente per i deragliamenti di Pioltello e Lodi».
L’associazione “Il mondo che vorrei” ha una richiesta per il ministro dei trasporti: «Se è nella sua possibilità, ci faccia avere in copia i documenti, informazioni e dati relativi agli atti preparatori per l’armonizzazione delle disposizioni tecniche in tema di trasporto ferroviario, per poterli studiare al meglio».
I familiari delle vittime di Viareggio - conclude Piagentini - «si augurano che si tratti solo di voci; ci auguriamo che tutto ciò sia da lei smentito, come è capitato nella precedente occasione quando è stato avvicinato al suo ministero come suo collaboratore l’ex ad di Fs, Mauro Moretti condannato a 7 anni (al momento in primo grado e in appello), ci auguriamo che ci aiuti a fugare ogni dubbio e paura su questa terribile e orribile vicenda». Anche perché da indiscrezioni raccolte, l’associazione ha il dubbio che lo stesso Moretti possa essere tra i consulenti al lavoro sulla revisione normativa.
Nell’occasione della lettera aperta, l’associazione “Il mondo che vorrei”, torna nuovamente a chiedere «un incontro in merito ai fatti tragici di Viareggio a seguito dei quali, dopo due gradi di giudizio, tutti gli ex ad di Fs, Rfi, Trenitalia, sono stati pesantemente condannati. Ma ciò che ci preme di più portare alla sua attenzione sono i motivi delle due sentenze. Che hanno evidenziato un sistema ferroviario totalmente fallace dal punto di vista della sicurezza». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

