Italia
Coronavirus, le imprese ai Comuni: «Bisogna sospendere i tributi»
Preoccupazione anche per il possibile prolungamento dell’anno scolastico
VIAREGGIO.Stop ai tributi e al pagamento delle bollette per le imprese. Più un chiarimento immediato sulla questione dei giorni di scuola, perché non si allunghi l’anno scolastico fino alla fine di giugno. Massacrando, in questo modo, l’inizio di una stagione turistica che già sarà difficilissimo. Sono solo alcune delle richieste delle associazioni di categoria per controbattere i danni causati dall’emergenza Coronavirus. . «La situazione delle attività è drammatica e qualcuno sta già pensando addirittura di non poter arrivare a fine anno – spiega la presidente Versilia di Confesercenti Toscana Nord Esmeralda Giampaoli – Ognuno deve fare la propria parte, a cominciare dal governo fino alla Regione – insiste la presidente – Ma anche i Comuni hanno strumenti per dare una mano concreta ai comparti commerciali, in special modo quelli legati al turismo che sono vitali per il nostro territorio. Chiediamo il differimento o addirittura una sospensione delle tariffe per il suolo pubblico, sia per le attività a posto fisso che per gli ambulanti – sottolinea Giampaoli – E che il Comune faccia da tramite anche ai gestori di acqua, luce e gas per ottenere sconti o dilazioni. Per quanto riguarda poi i mercati settimanali ribadiamo che l’ultimo decreto del governo non prevede il loro annullamento. Anche su Imu e Tari ci possono essere strumenti di intervento mirati alle attività commerciali». Poi una cura choc per il comparto turistico, sia sostenendo le aziende alle prese con una serie devastante di disdette, che prevedendo compagne di promozione in vista dell’estate.
Anche Confcommercio «guarda con grande preoccupazione e al tempo stesso con la massima determinazione alle gravissime ricadute che la psicosi da Coronavirus sta provocando alle imprese del territorio. Ricadute ancora più gravi per un territorio come la Versilia a prevalente vocazione turistica», si legge in una nota. Ecco perché Confcommercio ha iniziato da ieri una raccolta di firme fra i commercianti, aperta naturalmente anche agli altri cittadini, con la quale chiedere la sospensione immediata e per un periodo di almeno 3 mesi – da rivalutare ed eventualmente prorogare, nel caso l’emergenza non fosse ancora rientrata – dell’obbligo di pagamento per le attività commerciali di tutte le utenze (luce – gas – acqua) e dei tributi, senza more né interessi aggiuntivi.
«Il commercio in tutte le sue forme attualmente è fermo – si legge in una nota di Confcommercio – si tratta di un elemento oggettivo e non discutibile. Le imprese non hanno liquidità per far fronte alle scadenze e alle spese correnti. Non sospendere utenze e tributi sino alla fine dell’emergenza significa uccidere migliaia di attività e far saltare ancor più migliaia di posti di lavoro». Il modulo per la raccolta firme è disponibile nella sede di Viareggio, in via Repaci 18. Ma l’Associazione lo sta comunque inviando via email a tutti gli associati per una distribuzione e raccolta più capillari possibile.
Così Katia Balducci di Confindustria: «Abbiamo analizzato la situazione in cui versano le nostre imprese; e se alcune sono immediatamente esposte ai danni del Coronavirus, altre ne aspettano l’onda, che non tarderà arrivare. Per conto non solo del mio settore, la nautica, ma della meccanica, dell’edilizia, dei servizi e del turismo aderenti a Ctn, abbiamo precisato che le imprese non potranno uscire da sole da questa emergenza. Al sindaco abbiamo chiesto non solo solidarietà, ma anche interventi concreti: in particolare, a livello locale abbiamo proposto di valutare l’ipotesi di posticipare di almeno 2 mesi le scadenze per il pagamento di Imu e Tari. Inoltre – conclude Balducci – per quanto riguarda gli avvisi di pagamento Tari per annualità pregresse su specchi d’acqua e banchine in concessione ai cantieri navali, si invita l’amministrazione comunale ad accogliere le richieste di annullamento degli avvisi».
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