Lutto
Uccide la mamma: «Io, in preda a un raptus non sono riuscito a fermarmi»
Andriy Bocksan è in carcere per omicidio aggravato La madre voleva che si trovasse un lavoro stabile
CAMAIORE. «Sono stato preso da un raptus, non mi sono saputo fermare. Non capisco come sia potuto accaduto». Andriy Bocksan, 29 anni, ha da pochi minuti ucciso la madre, Larisa Smolyak, 49 anni, ed è questo tutto quello ha saputo dire alla pubblico ministero Lucia Rugani che lo ha interrogato sul posto.
Era agitato, molto agitato, riusciva appena a parlare. Proprio per questo con l’avvocato d’ufficio, Sara Andolfi, hanno concordato di avvalersi della facoltà di non rispondere. Adesso Bocksan è in carcere a Lucca in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto avvenuto in flagranza di reato. L’accusa per lui è omicidio volontario aggravato dal legame di parentela. Intanto sono stati delineati i contorni di questa vicenda. Andriy e la madre, entrambi di origine ucraina, da tempo non andavano d’accordo, gli investigatori parlano di un «rapporto burrascoso» tanto che i due, malgrado abitassero in poco meno di 40 metri quadrati, a malapena si rivolgevano la parola.
Tuttavia i rapporti erano “obbligati” perché Smolyak aveva una grave malattia che la rendeva parzialmente invalida. Ed è questo che passeggiava sempre con una stampella e ogni tanto il figlio la accompagnava al supermercato poco distante dalla loro casa di via Roma 3 per la spesa. Ma malgrado questa apparenza di un rapporto saldo, non erano mancati nel corso del tempo delle forti discussioni tra i due. L’ultima delle quali, quella avvenuta mercoledì pomeriggio intorno alle 15, è costata la vita alla donna. Gli inquirenti stanno verificando tutti gli indizi ma la dinamica adesso è chiara: i due erano in cucina quando è scoppiata la lite, forse la donna ha rimproverato il figlio di non avere un lavoro e ha gli ha ricordato che gran parte delle spese familiari erano sostenute da lei che percepiva una piccola pensione di invalidità. Mentre lui lavorava saltuariamente ma senza mai riuscire a trovare un impiego stabile. Pare infatti che la donna, che tempo fa faceva l’estetista, avesse in gran parte abbandonato la professione a causa della malattia.
Ed è in questa situazione di disagio sociale ed economico che è scoppiato il furioso litigio. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, Andriy, preso dall’ira contro la madre, ha preso un pesante posacenere e l’ha colpita violentemente alla testa, forse facendole perdere conoscenza. A quel punto ha afferrato un coltello da cucina con il quale ha inferto una decina di coltellate. Colpi ripetuti e violenti. Una scena che è stata definita «raccapricciante».
Solo dopo aver inferto le ferite mortali sulla madre, il giovane uomo ha preso il telefono e ha composto il 112: all’operatore ha confessato immediatamente l’omicidio. E ha aspettato i carabinieri in fondo alle scale, in strada e li ha condotti al secondo piano.
Non è escluso che, date le condizioni psicologiche del ragazzo, venga predisposta una perizia psichiatrica per chiarire se ci siano delle attenuanti per il gesto compiuto: sarà necessario stabilire se il matricida fosse in sé nel momento in cui ha ucciso. —
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