Il Tirreno

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Carnevale di Viareggio

Canzonetta, buona la prima ma il virus ferma le repliche

Simone Pierotti
Canzonetta, buona la prima ma il virus ferma le repliche

Risate, applausi e teatro Jenco pieno per il debutto di «Sai di pinuglioro...» E sul palco Bobo Pasquinucci sembra la reincarnazione di Enrico Casani

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Doveva essere la prima di quattro serate, ma al momento rimane l'unica data dello spettacolo in attesa che le altre tre vengano recuperate non appena l'emergenza del Coronavirus sarà passata. Davvero un peccato: sera la canzonetta di Enrico Casani Sai di pinuglioro, sai di coriandolo riproposta da Banda di Matti, Gruppo La Torre e Compagnia del Molo in occasione del ventennale della sua scomparsa ha fatto ridere ed emozionare la platea di un Teatro Jenco vicino al sold out. Tantissimi hanno ancora voglia di sentir recitare nel loro vernacolo - è stato quasi commovente udire parole come "topei" o "lavativo".

Certo, i tempi sono cambiati rispetto al 1977, quando fu portata in scena per la prima volta questa canzonetta. Tant'è che Bobo Pasquinucci, regista e attore di questa quarta rappresentazione di Sai di pinuglioro, sai di coriandolo, ha riadattato il testo più che dimezzando il numero di attori sul palco - da ventiquattro a undici - e accorciando la durata dello spettacolo da tre a due ore.

La trama non ne ha però risentito: al centro rimane il ritorno in riva al Tirreno della ricca ereditiera Lady Tosca - molto convincente la performance di Luciana Madrigali - che vuol far maritare a un viareggino la figlia - Federica Michetti, a suo agio non solo come presentatrice -, la quale però si scambierà di ruolo con la governante - spassosa l'interpretazione di Ilaria Casagrande - dando vita a comici equivoci. Solo nel finale, con la scena dei pescatori di anguille cée sul molo, il pubblico ha smesso di sghignazzare, limitandosi ad applaudire con convinzione e anche commozione: fino a quel momento, una risata dietro l'altra.

Da lacrimoni agli occhi i duetti fra l'avvocato texano Perry Mardon - un Paolo Bonanni che non delude mai - e Mamma Fiorella - bravissimo Stefano Toncelli - così come gli esilaranti travestimenti del playboy Faina, con un Vincenzo Puosi ad alti livelli.

Quanto a Mastrilli, il "cenerentolo" interpretato dallo stesso Bobo Pasquinucci, chi c'era nel lontano 1977 ha affermato che sembrava di rivedere recitare proprio Enrico Casani...

Tutti da applausi, insomma, anche la giovane Alessia Torselli, l'esperto Simone Bronzini - è lui Rudy, l'altro dongiovanni che punta alla figlia di Lady Tosca - fino a Simone Remedi e Laura Nunes con i loro divertentissimi dialoghi sul molo tra i personaggi di Spartaco e Speranza.

Un monito finale: salvaguardiamo la canzonetta. Sì, perché la tradizione non è antitetica alla - sacrosanta - apertura del Carnevale al mondo: sono due aspetti complementari fra loro, che non si pestano i piedi. Ricordiamolo. —



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