Gioco
Gli sportivi non mollano «Noi continuiamo ad allenarci duramente»
viareggio. Ciò che sino ad un mese fa era normale, adesso non lo sembra più: paradosso della psicosi da Coronavirus. A cui chi investe ogni giorno della sua vita nel fare sport, per sé o i suoi giocatori, non intende piegarsi.
Nuoto e rugby appaiono come discipline così lontane tra loro: l’una al chiuso, l’altra all’aperto; in una l’acqua ricolma di cloro avvolge tutto il corpo, l’altra – quando succede – viene giù dal cielo e trasforma in fango l’erba dei campi; l’una è individuale e l’altra di squadra; nell’una c’è un cronometro da fermare il prima possibile, con gli avversari a destra e sinistra separati dalle corsie, nell’altra invece giungono da ogni dove e placcarli è parte del senso della palla ovale. Così lontane tra loro, dicevamo. Eppure così simili nell’approccio di chi le pratica.
Si prenda l’esempio di Lorenzo Biancalana e Denis Dallan, generazioni diverse al punto che il secondo potrebbe essere il padre del primo, questione d’età. Il nuotatore viareggino e l’ex rugbista oggi allenatore dei Titani che questa città la sente ragionevolmente sua pur non essendoci nato sono (senza sembrarlo) immuni al panico da Covid19. Per loro è tutto come prima, dove il riferimento temporale è l’incipit dell’epidemia. Biancalana ha trascorso il mese di gennaio a Johannesburg, in Sud Africa, per un collegiale. Un lavoro specifico finalizzato a preparare gli Assoluti in vasca lunga in programma tra un paio di settimane a Riccione. «Sempre che nel frattempo non venga deciso di non farli disputare, ma non ne sarei affatto contento – afferma il quasi 21enne che dallo scorso autunno si allena a Livorno complice la sopraggiunta carenza di spazi nella piscina di Massarosa – Ho lavorato tanto per arrivare pronto a questo appuntamento, dove voglio ottenere risultati importanti. E poi nel nuoto il pubblico rappresenta una quota numericamente marginale rispetto a atleti, staff e dirigenti. È chiaro, il pensiero a quanto sta accadendo ci va, ma io quando sono in vasca mi sento tranquillo, non in ansia». Approccio proattivo che scandisce pure la quotidianità di Denis Dallan e dei Titani, la società di cui è fondatore nonché responsabile tecnico. «A parte il rinvio delle partite, che ovviamente non dipende dalla nostra volontà, l’attività prosegue regolarmente. La maggior parte dei bambini e ragazzi continua ad allenarsi. Posso comprendere la preoccupazione di qualche genitore, però il virus non si trasmette con un placcaggio. Purtroppo sui social si descrive uno scenario molto peggiore di quello reale», sottolinea Dallan. —
G.N.
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