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Effetto Coronavirus: in pochi giorni accessi calati del 20% al pronto soccorso
L’Asl: flessione dovuta alla riduzione degli arrivi impropri I pazienti ringraziano: così le visite sono più veloci
Il Coronavirus fa calare gli accessi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Secondo quanto risulta all’Asl la flessione, rispetto ai giorni precedenti all’inizio dell’emergenza, è di circa il 20%.
i numeri
In questo periodo, infatti, gli accessi al pronto soccorso versiliese si attestano sui 180 al giorno: mercoledì 26 (135 ingressi) e giovedì 27 (144) si è scesi ulteriormente. Prima che scoppiasse il caso Coronavirus, invece, il numero degli ingressi superava sempre i 200. Addirittura nei giorni di maggior afflusso si raggiungeva il picco dei 240-245 pazienti.
accessi non dovuti
Secondo l’Asl la flessione, avvenuta nel giro di pochi giorni, è dovuta probabilmente alla riduzione degli accessi impropri. Si tratta dei pazienti che in realtà non hanno bisogno del pronto soccorso e che per questo motivo non dovrebbero andarci, ma decidono comunque di rivolgersi all’emergenza-urgenza: per comodità, abitudine o altro. Oppure perché ritengono di poter essere assistiti lì in maniera migliore rispetto al medico curante, o ad altri servizi di primo soccorso sul territorio. È ovvio che questo tipo di pazienti, non avendo una vera necessità, ora preferiscono non rivolgersi all’ospedale, temendo possibili conseguenze per il Coronavirus. Chi ha davvero bisogno, invece, non può fare distinzioni e non rinuncia certo a farsi curare in situazioni di vero rischio e pericolo. Per capire: rientrano negli accessi impropri le persone che, in presenza di una comune influenza, di solito decidono di andare in ospedale. Ma stavolta hanno cambiato idea, ritenendo più prudente non farlo. Non si può escludere che ci siano persone che hanno capito il messaggio dell’Asl e del personale sanitario sulla necessità di non ingolfare le strutture sanitarie, considerando la situazione di emergenza. Questa è una conseguenza positiva: significa che si è recepito il messaggio.
nuovo appello
Naturalmente i sanitari ribadiscono che, in caso di sospetto contagio – dovuto a un contatto con un contagiato e alla presenza di sintomi come febbre, tosse e difficoltà respiratorie – bisogna stare a casa e telefonare al proprio medico di famiglia: è lui a dover decidere se contattare l’Igiene pubblica dell’Asl per la verifica a domicilio col tampone. In presenza di sintomi non viene fatto il tampone: non bisogna presentarsi al Versilia per la verifica. In pronto soccorso c’è il cosiddetto pre-triage in tenda, che fa da filtro agli ingressi.
i grazie dei pazienti
I pazienti, nel frattempo, ringraziano. Anche perché le visite sono di meno e quindi sono molto più veloci. «Mi sono reso conto di quanto sono indispensabili e professionali tutti i dottori ed addetti all’accettazione – dice Franco Polacci – A loro vanno i miei complimenti e ringraziamenti, questa volta si sono superati e penso sia un record in Italia: sono entrato alle 8,57 e dimesso dopo visita refertata alle 9,18. Grazie ancora per tutto ciò che fate, bravi». Così Deborah Martinelli: «Un ringraziamento speciale ai medici, dottor Preite e dottor Lucetti, a tutti gli infermieri e soprattutto gli operatori sociosanitari: Claudia, Elisabetta, Laura, Ameriga e Pietro, nel turno di sabato pomeriggio 29 febbraio per la loro professionalità, umanità e cortesia per aver assistito mio padre arrivato in emergenza, data anche la complicata situazione del Coronavirus». —
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