Il Tirreno

Versilia

Pinugliori e coriandoli nel ricordo di Enrico Casani

Simone Pierotti

Stasera (e fino a sabato) al teatro Jenco tre compagnie teatrali viareggine riportano in scena dopo 43 anni una delle sue Canzonette-capolavoro

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Dicono che il tre sia il numero magico, in quanto sintesi del pari (due) e del dispari (uno), ma nel caso di - toh! - tre compagnie teatrali viareggine, ovvero Banda di Matti, Gruppo della Torre e Compagnia del Molo, il numero perfetto è il quattro. Quattro, come le serate in cui andranno in scena da oggi a sabato sul palco del Teatro Jenco con Sai di pinuglioro, sai di coriandolo, spettacolo scritto da Enrico Casani nel 1977. Quattro, come i diversi anni in cui questa canzonetta è stata rappresentata: 1977, 1993, 2006 e, appunto, 2020. Venti, come gli anni trascorsi dalla scomparsa di Enrico, volato in cielo come un aquilone di Picciù.

Stasera, alle 21.15, si alzerà il sipario per la prima delle quattro date: già esauriti da tempo i biglietti per le serate di venerdì e sabato, rimangono disponibili alcuni posti soprattutto per stasera, mentre per quella di domani ne sono già stati assegnati circa trecento. Come a dire: i viareggini hanno voglia di ridere e divertirsi con un grande classico delle canzonette di Carnevale.

«Sì, sembra che Enrico abbia scritto il testo pochi mesi fa - dice Bobo Pasquinucci, che dagli anni Ottanta in poi lavorò assieme a Casani alla stesura di parecchi spettacoli - mantiene ancora oggi la sua originalità, è attualissimo».

Il testo è sempre lo stesso, anche se è stato rielaborato dallo stesso Pasquinucci: «Nel 2006 l'avevamo riproposta pari pari alle precedenti rappresentazioni, stavolta abbiamo deciso di andare in scena con uno spettacolo di due ore anziché tre e di diminuire il numero di attori e personaggi, passando da venti a dieci: è un esperimento, la storia è sempre quella, ma un po' più moderna».

Vale a dire: una signora viareggina trasferitasi altrove eredita un patrimonio dopo la morte del marito, un facoltoso petroliere, e ritorna nella città natìa dove intende far sposare la figlia a un suo conterraneo. Al tempo stesso, però, si mette d'accordo con la governante e le due si scambiano i ruoli: la decisione genera inevitabili effetti comici, soprattutto quando sulla scena irrompe Rudy, donnaiolo viareggino. «Verso il finale, poi, ci sarà qualcosa che non è mai stato fatto - rivela Pasquinucci - un omaggio, fra luci e ombre, ai pescatori di anguille cée che vedevo quando mio papà mi accompagnava a fare due passi sul molo».

Uno spettacolo «fatto con il cuore, per ricordare Enrico a vent'anni dalla sua scomparsa: ce la mettiamo tutta, in tantissimi ci hanno fatto i complimenti perché vogliono rivedere proprio questo, le loro radici, le loro tradizioni».

Dieci, come detto, gli attori che saliranno da stasera a sabato sul palco del Teatro Jenco - lo stesso Bobo Pasquinucci, Federica Michetti, Ilaria Casagrande, Laura Nunes, Luciana Madrigali, Paolo Bonanni - interpreterà il ruolo che fu di Rodolfo "Foffo" Martinelli, uno dei mostri sacri delle canzonette del Carnevale -, Simone Bronzini, Simone Remedi, Stefano Toncelli - a lui la parte una volta interpretata da Gianni Lenci, altro grande nome legato alla canzonetta - e Vincenzo Puosi.

I biglietti sono in vendita al prezzo di 10 euro (posto unico), quelli per le serate di gala di venerdì e sabato - 12 euro - sono già esauriti. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto in favore dell'associazione Uovo di Colombo, che si occupa dell'inclusione sociali di persone che per problemi di salute mentale, di disabilità o di dipendenze sono a rischio esclusione, e alla Casa dei Piccoli della cooperativa sociale Aurora che ospita minori da zero a tre anni che vivono in condizioni pregiudizievoli per la loro crescita e per questo allontanati dal nucleo familiare. —

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