Il Tirreno

Versilia

L’operazione 

Pescano le anguille cee: 3.000 euro di multa

Pescano le anguille cee: 3.000 euro di multa

Due bracconieri sorpresi dai carabinieri forestali presso il molo: avevano nasse, cerchiaie e avannotti in un secchio 

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Sono stati sorpresi dai carabinieri mentre stavano pescando le anguille cieche nei pressi del molo. Con loro avevano strumenti non consentiti per la pesca (nasse e cerchiaie) e un numero significativo di avannotti. I mezzi illegali sono stati sequestrati e i piccoli di anguilla, fortunatamente ancora in vita, sono stati reimmessi in acqua. Nei confronti dei due pescatori di frodo - ovvero bracconieri - è scattata una multa di circa tremila euro.

L’intervento è stato condotto dal personale del Comando Stazione Carabinieri di Camaiore, che coadiuvato da altri militari della provincia ha intrapreso una campagna di controlli per la prevenzione e repressione del bracconaggio del novellame di Anguilla Europea, le cosiddette “cee”, fenomeno purtroppo molto diffuso soprattutto a Viareggio. Da parte dei carabinieri forestali viene posta particolare attenzione verso questa forma di bracconaggio in quanto l'Anguilla Europea è registrata come “in pericolo critico” dalla lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, che è il gradino immediatamente precedente l'estinzione; si tratta inoltre di una specie compresa nella Convenzione di Washington che regola il commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione.

Le principali cause della rarefazione dell'anguilla, specie poco sensibile all'inquinamento, sono proprio da ricercare nell'eccessivo sforzo di pesca soprattutto a carico dei giovani; si evidenzia come, a causa del peculiare ciclo riproduttivo, questa specie non sia allevabile in cattività per ripopolamenti se non catturando i giovani al loro ritorno dalla migrazione.

Le abitudini riproduttive delle anguille, rimaste avvolte nel mistero per secoli (Aristotele era convinto che le anguille si generassero spontaneamente dal fango), sono proprio tra le ragioni per cui questa specie riveste un elevatissimo interesse. Solo recentemente è stato definitivamente conosciuto il complesso ciclo riproduttivo di questa specie: quando raggiungono la maturità riproduttiva, le anguille femmina discendono i fiumi per raggiungere il mare, incontrando così gli individui maschi che vivono nelle acque salmastre alle foci. È da qui che in autunno comincia la sorprendente migrazione verso il Mar dei Sargassi, un viaggio lungo oltre 6mila chilometri. Gli individui che riescono a raggiungere la meta, in primavera, depongono le uova concludendo il proprio ciclo vitale. I piccoli di anguilla in estate iniziano il viaggio di ritorno, seguendo la Corrente del Golfo. Durante il tragitto, che dura circa tre anni, aumentano di volume trasformandosi in cieche.

L’attività dei carabinieri forestali a tutela di questa interessantissima specie proseguirà sia per reprimere azioni di bracconaggio ma anche per verificare la destinazione del pescato che, particolarmente apprezzato, spunta sul mercato illegale a prezzi elevatissimi.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web