Il Tirreno

Versilia

Coronavirus, calano le donazioni di sangue: «Ma non ci sono rischi»

Gabriele Noli
Coronavirus, calano le donazioni di sangue: «Ma non ci sono rischi»

Per quattro gruppi su otto si registra un trend di emergenza Le rassicurazioni e le raccomandazioni del centro nazionale

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VIAREGGIO. I pazienti che ogni giorno hanno bisogno di trasfusioni di sangue sono «oltre 1800», stima il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Liumbruno. Ma la psicosi da Coronavirus, tra i tanti effetti negativi, sta provocando pure quella del calo delle donazioni – che in Versilia già scarseggiano abitualmente – con inevitabili ripercussioni all’attività ospedaliera. . Eppure istituzioni e centri trasfusionali lo hanno sottolineato più volte: si può donare, in tutta sicurezza, continuando così a contribuire a salvare altre vite. D’altronde, come rimarcano vari esperti, non vi è alcuna evidenza scientifica di trasmissione del Coronavirus attraverso la trasfusione.

«I donatori devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell’autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili», la puntualizzazione dell’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi.

Nei giorni scorsi il Centro nazionale sangue ha emanato – per conto del ministero della Salute – una circolare con le misure che i donatori devono adottare: in particolare, aspettare almeno 28 giorni prima di recarsi al Centro trasfusionale se hanno soggiornato nella Repubblica popolare cinese o sono transitati (e abbiano sostato) dal 1° febbraio nei Comuni italiani interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini (Lombardia) e Vo’(Veneto).

La necessità di donare è fotografata dall’ultimo bollettino (mercoledì) diffuso dal Centro Meteo Sangue in base al quale per quattro gruppi su otto (A e 0, sia positivo sia negativo) si registra un trend di “emergenza”.

Non a caso le associazioni di volontariato del territorio si sono di recente attivate per sollecitare gli iscritti che godono di buona salute ad effettuare la propria donazione (per gli uomini l’intervallo tra una e l’altra è di almeno 3 mesi, per le donne di 6).

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