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ICare allunga le barche ormeggiate alla Madonnina Ed è scontro coi diportisti

D.F.
ICare allunga le barche ormeggiate alla Madonnina Ed è scontro coi diportisti

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VIAREGGIO. ICare allunga le barche ormeggiate alla Madonnina e l’operazione va a gravare in media mille euro a testa sulle tasche dei diportisti, in particolare quelli in regola da sempre con i pagamenti. I quali hanno rinnovato il contratto, per un solo anno come proposto da ICare appena subentrata nella gestione, e subito dopo aver firmato e pagato si sono sentiti richiamare perché la società del presidente Moreno Pagnini ha deciso di rimisurare le barche prendendo a riferimento un “fuori tutto” che - contestano i diportisti - non è il punto di riferimento, come da normativa, avendo le imbarcazioni compreso nel “fuori tutto” anche parti amovibili. Arrivare ad una intesa al momento non è stato possibile, così che è entrata in scontro aperto sia con i diportisti che hanno sempre pagato, sia con quelli che hanno pagato solo in parte contestando sia lo stato dell’approdo, sempre più pericoloso, sia le tariffe aumentata dal commissario prefettizio e mai più riviste.

La Cooperativa Porto turistico lancia una proposta ad ICare, per abbassare il livello di tensione: «Comprare un nuovo pontile in sostituzione di quello posizionato al numero otto, in cambio della gestione dello stesso da parte della Cooperativa, per permettere ai propri soci di trovare una collocazione definitiva e raggiungere in questo modo un accordo sul contenzioso in corso».

ICare, però, il pontile in questione vorrebbe eliminarlo del tutto, per realizzare il progetto -ormai più che alla luce del sole - di accogliere alla Madonnina yacht di grandi dimensioni. Anche considerando quanto scritto dall’avvocato della società partecipata dal Comune al legale della Cooperativa: «La costruzione del Triangolino è venuta meno», raccontano i diportisti, «così come l’asse di penetrazione». Venuti meno questi due progetti, l’unica necessità rimane quella di avere un approdo per le imbarcazioni di grandi dimensioni. Con buon pace dei diportisti.

La reazione dei soci della Cooperativa è di sbigottimento: «Ma come? Il sindaco disse in consiglio comunale che l’avrebbe fatto anche senza il finanziamento della Regione Toscana, ed inoltre un giorno si e l’altro pure annuncia che è pronto il progetto per l’asse di penetrazione, ed ICare - che è società controllata dal Comune al 100% - sostiene il contrario? Davvero un rompicapo». —

D.F.

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