Sicurezza
La Versilia sale a Sant’Anna per abbracciare il capo dello Stato
Mattarella arriverà nel paese dell’eccidio alle 11.30 e terrà la sua orazione dal nuovo centro aggregativo
Ci saranno i sindaci e i parlamentari della Versilia. I segretari di partito, i consiglieri comunali, i militanti. Ci saranno i superstiti, i loro familiari. E la gente qualunque, quella che a ogni ricorrenza parte da chissà dove per arrivare di prima mattina in questo paesino delle Apuane dove oggi vivono 27 persone ma che nel 1944, l’anno dell’eccidio, ne ospitava almeno mille: 400 residenti e 600 forestieri in fuga dalla guerra a valle. Oltre la metà di loro – 560 –, il 12 agosto del 1944 morì, in un colpo solo, sotto le fucilate e le fiamme dei nazisti della sedicesima divisione Panzergrenadier arrivati nella frazione grazie alla guida dei fascisti italiani.
Un fiume di gente anche oggi risalirà la montagna per portare il suo abbraccio muto ai morti. A maggior ragione, oggi, il giorno in cui a Sant’Anna ci sarà il capo dello Stato per il cinquantesimo anniversario della consegna della medaglia d’oro al valor militare al Comune di Stazzema e del ventennale della legge istitutiva del Parco nazionale della pace. Non capita tutti i giorni. Può capitare una volta ogni sette anni, da, almeno, quando anche lo Stato si è accorto che Sant’Anna è esistita ed esiste davvero, con la sua tragedia e i suoi lutti impossibili da rielaborare.
Per Sergio Mattarella, quella di oggi è la seconda visita. Era venuto il 25 aprile del 2000 insieme allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Lui all’epoca era ministro della Difesa. Oggi il suo ruolo è diverso. Oggi è la Costituzione che si riapre, un faro sui diritti.
Arriverà a Sant’Anna intorno alle 11. 30. La prima tappa sarà il piazzale della chiesa (dove deporrà una corona di alloro in memoria delle vittime), il luogo in cui la mattina del 12 agosto, tutti gli abitanti che non erano fuggiti nelle case o nei boschi, la maggior parte dei quali donne, bambini e anziani, vennero radunati e uccisi a colpi di mitra, prima di essere dati alle fiamme insieme alle panche della chiesa e alla paglia.
Poi andrà al museo storico della Resistenza, la Spoon river dell’eccidio di Sant’Anna, dove sono custoditi gli oggetti che ricordano la strage. Come quella bambola con il cranio spezzato trovata sulla via per il borgo di Coletti, con il cadavere della sua padroncina, Maria Franca Gamba, 2 anni. O come quel vestitino azzurro, tessuto millerighe e bordo in pizzo bianco, adesso steso dentro una teca del museo, ma che una volta era l’abito da festa di Albertina Mancini, detta Lina, 19 anni: lo aveva messo al sicuro nel caso i tedeschi avvesero bruciato la casa.
Ultima tappa di Mattarella sarà la Fabbrica dei diritti, un edificio che, di fatto, verrà inaugurato oggi, dopo sedici anni di cantieri, e che un giorno sarà un polo didattico con archivio storico multimediale.
Da qui interverranno: il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il presidente dell’associazione martiri di Sant’Anna Enrico Pieri, il professore universitario Paolo Pezzino, e lo stesso capo dello Stato. Il pubblico potrà assistere alla cerimonia nell’area esterna della Fabbrica dei diritti, dove sarà allestito un maxischermo. —
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