Sicurezza
Giurie, scoppia la polemica sui membri solo “stranieri”
Fra quanti sono chiamati a giudicare i carri non c’è neppure un viareggino «Che competenze ha chi vede il Carnevale di Viareggio per la prima volta?»
Viareggio. È giusto che i giurati che stilano la classifica dei carri e delle mascherate in concorso al Carnevale di Viareggio siano - per scelta - non viareggini? È la polemica che rimbalza da giorni sul web e che ha trovato nuovo vigore dopo la lettura dei verdetti dell’ultima edizione. Una scelta, quella di non inserire personaggi che abbiano legami “di parentela” con la città, che la presidente della Fondazione, Marialina Marcucci, ha rivendicato anche ieri in una intervista al Tirreno. «Le giurie esterne? Sono l’unica scelta possibile», ha detto in sintesi la numero uno del Carnevale sollecitata sull’argomento.
Parole che non sono piaciute però proprio ai viareggini. Che, al di là delle polemiche campanilistiche su una Fondazione (e un Comune) a guida lucchese, ritengono che una giuria autoctona (o almeno con una componente locale) garantirebbe un adeguato riconoscimento - anche in termini di classifica - alla storia e alla tradizione. «Come fa un giurato che vede per la prima volta il Carnevale di Viareggio a sapere se il soggetto di un carro è nuovo o è già stato realizzato e magari pure meglio?», ci si chiede. E ancora: «Con una giuria tutta di non viareggini è chiaro che un carro come quello di Fabrizio Galli viene penalizzato oltremisura. Ma è questo che vogliono? Che si de-viaregginizzi anche il Carnevale? Il Carnevale non è solo un prodotto turistico è anche frutto della storia di una città. Perché certi ragionamenti non provano a farli al Palio di Siena? Scoppierebbe la rivoluzione...»
C’è poi chi entra nel merito delle competenze dei giurati (o almeno di alcuni): «Non si vogliono viareggini in giuria ma poi si affida il giudizio dei carri ad una meteorina o a non meglio precisati studenti universitari».
Partiamo da un dato di fatto: la giuria perfetta non esiste. Quali che siano i criteri di scelta della giuria (popolare o tecnica, viareggina o esterna, ristretta o allargata) o dei meccanismi di giudizio dei carri (a discussione o separata, a pagella o a classifica, etc.), mettere d’accordo tutti è impresa praticamente impossibile. Però forse qualche correttivo potrebbe comunque essere apportato.
Molto, semmai, potrebbe essere fatto in termini di trasparenza. Ormai da alcuni anni, ad esempio, vengono rese pubbliche le schede voto solo in forma anonima, senza dire chi ha votato cosa. Un anonimato che di certo non aiuta in termini di assunzione delle responsabilità. Non solo. Quando a fine Carnevale vengono resi pubblici i nomi dei giurati non si suddividono neppure fra quelli che hanno votato per i carri e quelli che invece hanno giudicato le mascherate. Un po’ più di chiarezza - se si vogliono evitare almeno un po’ di polemiche - di certo non guasterebbe... —
Claudio Vecoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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