Sicurezza
Marialina: «Le giurie esterne? L’unica scelta possibile...»
La presidente della Fondazione non si esprime sui verdetti, ma difende le scelte «Il meccanismo delle promozioni e delle retrocessioni è certamente virtuoso»
Sui verdetti non vuol pronunciarsi. Ma difende la scelta di aver puntato tutto su giurati che non sono di Viareggio. E si dice più che mai convinta che il meccanismo delle promozioni e delle retrocessioni sia quello giusto per valorizzare i talenti e garantire un ricambio. Marialina Marcucci, da presidente della Fondazione Carnevale, non vuol alimentare le polemiche scoppiate dopo la lettura delle classifiche di carri e mascherate. Anche se replica alle critiche che si sono levate da più parti.
Presidente, è soddisfatta dei verdetti partoriti dalle giurie?
«Su questo non mi esprimo. Non conta ciò che pensa la presidente delle classifiche, ma conta il lavoro fatto dalle giurie. Posso solo dire che personalmente provo gioia per chi, al termine del triennio, è stato promosso e provo dolore per chi invece è stato retrocesso. Ma questo è un altro discorso...»
Allora mettiamola in un altro modo: è giusto aver scelto soltanto giurati esterni?
«Sì, è una scelta che ritengo giusta. Anzi, secondo me è l’unica scelta possibile».
Qualcuno sostiene che chi non ha legami con la manifestazione non né conosce né la storia, né le caratteristiche...
«Se occorre entrare nel merito riguardo - che so - all’uso di certi materiali o all’originalità di un’opera, quello è un lavoro preventivo che deve fare la commissione tecnica che esamina i bozzetti. E questo avviene, anche se magari non lo si sa e non diventa di pubblico dominio».
Anche alla luce dei verdetti, però, qualcuno ha intravisto la volontà di voler punire la tradizione (vedi ultimo posto di Galli) o la satira politica (vedi Borri e Ceragioli)?
«No, questo no. E sono gli stessi verdetti a dimostrare che non è vero. Il carro di Luciano Tomei non è forse un carro legato alla tradizione? Eppure è arrivato secondo fra i carri piccoli e ha permesso a Tomei di venire promosso in Prima categoria. E la mascherata in gruppo di Marzia Etna non attinge alla satira politica? Ebbene, è arrivata seconda garantendole la promozione fra i carri piccoli».
Promozioni e retrocessioni sono un meccanismo che ha dato buoni risultati. C’è però chi vorrebbe rivedere questa formula. Lei che ne pensa?
«Io ritengo che sia un meccanismo virtuoso perché garantisce un ricambio e valorizza il talento. Non solo. Chi scende può sempre risalire proprio grazie a questa formula. Insomma, tutto si può sempre migliorare. Si può discutere ad esempio se è meglio un meccanismo su base annuale, biennale o triennale. Ma, ripeto, lo valuto positivamente. E poi è stato concordato con i costruttori, anche se ovviamente non tutti avevano una identica opinione. Ora dovremo riscrivere il bando. Se ci sono idee nuove o correttivi, è il momento di tirarli fuori. Siamo pronti a discuterne». —
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