Gioco
Il film sul Carnevale ignorato dal Carnevale
L’amarezza del regista Rondinelli: «Lo scorso ottobre l’ho presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma ma non riesco a farlo proiettare a Viareggio»
Quello del docu-film sul Carnevale che proprio non si riesce ad essere proiettato a Viareggio è un paradosso perdurante e insoluto. “La giostra dei giganti”, comunque, il suo successo l’ha riscosso eccome, seppur lontano dalla città in cui è stato girato: la presentazione in anteprima (fuori concorso) alla Festa del Cinema di Roma dello scorso ottobre è di per sé una validissima credenziale. Un “esilio” per il quale Jacopo Rondinelli – regista della pellicola – fatica a trovare una a ragionevole motivazione. Su tutto – spiega lui stesso – prevale «il dispiacere per non poter mostrare a Viareggio qualcosa che racconta ciò che maggiormente la caratterizza».
IL PROGETTO
Nel 2014 Jacopo Rondinelli partecipa come giurato al Carnevale. L’amore è folgorante, di quelli a prima vista, tale da fargli concepire l’idea di realizzare un film-documentario «facendo conoscere i maestri della cartapesta». La Fondazione riceve la proposta e la accoglie. Lo step successivo è la ricerca di finanziatori: le case di produzione interessate ci sono, alla fine la scelta ricadrà sulla Withstand Film. Sembra tutto procedere per il meglio, ma il commissariamento dell’ente scombina i piani: il supporto è forzatamente minimo, giusto la copertura delle spese per il pernottamento in hotel. «E così il docu-film ce lo siamo finanziati da soli», spiega Rondinelli. Nel 2016 viene nominato il nuovo consiglio d’indirizzo della Fondazione con Marialina Marcucci presidente. «Quando l’ho incontrata per illustrarle il progetto mi era sembrata entusiasta, diceva che ci avrebbero dato una mano». Il primo contatto (diretto) è anche l’ultimo, stando alla ricostruzione di Rondinelli.
PATROCINIO SÌ E NO
La strategia di inviare il trailer a vari Festival del Cinema funziona: “La giostra dei giganti” viene proiettato a quello di Roma. «La Fondazione Carnevale ci ha concesso il patrocinio, salvo poi negarcelo due giorni più tardi con una seconda mail con la quale ci diffidava inoltre dall’utilizzare il marchio. Non capendo perché, abbiamo subito chiesto spiegazioni». Nel frattempo, la presentazione del docu-film alla Festa del Cinema di Roma «è andata benissimo». Vi assistono la famiglia Lebigre e l’assessore Patrizia Lombardi, con cui «ho provato a parlare per provare a riallacciare i rapporti con la Fondazione, proponendo anche di far uscire “La giostra dei giganti” nei cinema di Viareggio nel periodo di Carnevale: tante buone intenzioni all’inizio, poi silenzio».
LE MIE VERITà
Rondinelli replica direttamente alla presidente Marcucci: «Dice che non hanno visto il docu-film e che ci hanno sostenuto, ospitando la troupe, fino al 2018. Falso: il materiale glielo abbiamo inviato. L’unico ad aiutarci è stato Pozzoli. Lavoro al docu-film da 5 anni, ci ho investito tempo e soldi. Certe dichiarazioni non mi sono piaciute». Il regista mette in chiaro che «il progetto può proseguire benissimo senza il Burlamacco. Nel 2019 ci è stato persino negato l’accredito e allora quest’anno abbiamo pagato il biglietto». Per la distribuzione sono in corso trattative con piattaforme classiche e digitali «ma occorre tempo e un percorso di proiezione sensato». Rondinelli apre alla possibilità di «ripristinare un dialogo con la Fondazione, anche se io sono un professionista, ho una dignità da preservare e non devo pregare nessuno».
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