La piazza d’onore salva Luigi Bonetti «Ho fatto il massimo»
viareggio. Aveva un’unica, tenue speranza per salvarsi: arrivare il più in alto possibile e sperare, soprattutto, in un pessimo piazzamento di Massimo Breschi e Carlo Lombardi, gli altri due carristi a rischio. Come all’ultima giornata di campionato, quando vincere non basta e tieni l’orecchio sintonizzato sulle notizie che arrivano dagli altri stadi. Ma il miracolo è clamorosamente arrivato: Luigi Bonetti rimane in prima categoria. Una salvezza arrivata in zona Cesarini, a pari punti con Breschi che però retrocede in quanto classificatosi peggio nell’edizione appena conclusa.
«La speranza è l’ultima a morire, certo – commenta un ancora incredulo Bonetti – ma proprio non immaginavo di riuscire a salvarmi». Tant’è che a inizio Carnevale avrebbe fatto la firma per retrocedere dignitosamente. «Il primo posto era già scritto, avevo fatto i complimenti a Sebastian Lebigre perché già dal bozzetto si capiva che avrebbero vinto: al massimo potevo prendere il secondo». Che si aggiunge a quelli del 2010 e del 2013, ma che ha un sapore molto, molto più dolce. Arrivato giocandosi intelligentemente le proprie carte: «Sì, questo carro è stato pensato soprattutto per le quattro sfilate su sei in notturna – confessa Bonetti – ho puntato tutto sull’illuminazione. Ho una grande stima per Massimo Breschi e Carlo Lombardi, i miei colleghi che sono retrocessi. E Fabrizio Galli non meritava di finire ultimo». Questa salvezza insperata porta anche la dedica che non ti aspetti: «Questa è per mio fratello Uberto. Avevamo litigato, lui è uscito dalla società, ma sia all’hangar che alle sfilate è venuto ad aiutarmi, senza dirmi niente: come faccio a tenerlo lontano dal Carnevale?». —
S.P.
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