Gioco
Trionfa l’Africa Macelli con il carro e la mascherata «Una gioia incredibile»
La contrada di Marina si piazza al secondo posto in entrambe le classifiche, completano i podi la costruzione del Pollino e la coreografia degli Antichi Feudi
PIETRASANTA. Vince l’Africa, anzi trionfa, perché da dodici anni non accadeva l’accoppiata carro e mascherata targata Pollino nel 2010: una vittoria netta, meritata per gli Steampunk gialloblù che ha distaccato di 4,5 punti la Marina nella classifica dei carri (162,5 a 158) e di ben 7,5 sempre la solita Marina (107,5 a 100) nella mascherata, sbaragliando una concorrenza mai così agguerrita. Gli Steampunk hanno colpito, emozionato, incuriosito i giurati, ma anche il pubblico e gli stessi presidenti delle altre contrade: gli occhialoni, il viso mezzo truccato dei figuranti, i cappelli, le strane bici che azionano ingranaggi di macchine ingegnose, forse inutili, quasi leonardiane, hanno fatto centro. Merito di una contrada popolosa e popolare, nel senso più bello del termine, in cui ancora ci si saluta e si parla, una grande anima comune che si commuove e vive assieme.
Vince il carnevale di Pietrasanta che si evolve e mai come quest’anno ha presentato un lotto di pretendenti ai premi che forse non sei era mai visto e subito si fa il conto di chi avrebbe meritato di essere sul podio: detto della Marina che con la sua mascherata egizia e il suo mascherone con Anubi si siede sul secondo posto del podio in entrambe le manifestazioni e vince il premio per la mascherata dei comuni gemellati (premio al carro per il Cuarón di Brancagliana), terzo nella classifica dei carri arriva il Dante Alighieri del Pollino che era tra i papabili, ma mancano premi per il Cuarón della Brancagliana e per il ragno della Lanterna che ha il solo difetto di essere un po’ meno imponente degli altri. Nella mascherata arrivano terzi gli Antichi Feudi con la loro ricarica di allegria che aveva avuto grande consenso, ma avrebbero meritato di avere una menzione anche i giapponesi di Valdicastello, magari più staccati gli arcobaleni della Collina, la Corte e tante altre. Ma i premi si sa sono solo tre e stavolta l’Africa Macelli ha fatto davvero le cose in grande: la prima impressione era stata quella di un qualcosa di nuovo, mai visto, che ha subito attecchito: il numero alto di partecipanti ha fatto il resto e la macchia di strani personaggi occhialuti è balzata agli occhi.
Nel fare i complimenti al presidente dell’Africa Alessandro Mancini, il presidente Ezio Marcucci ha confermato che nelle due giornate vi è stato un unanime consenso verso gli Steampunk e dunque, tutti d’accordo nei premi.
Gioisce Alessandro Mancini: «Volevamo vincere qualcosa perché pensavamo di aver fatto un buon lavoro. Non avevamo mai vinto la mascherata è proprio per questo speravo nel primo premio perché hanno fatto tutto le nostre sarte e le nostre stiliste quindi, credo che il merito vada a loro. Quando si inizia un lavoro, si spera sempre di avere un riconoscimento, ma mai come quest’anno era difficile perché il livello era molto alto e in questi casi non è facile vincere. Abbiamo fatto addirittura doppietta e quindi, gioia incredibile per tutti noi».
La giornata delle premiazioni si è conclusa con una buona presenza sul circuito anche se un po’ il freddo, un po’ la psicosi da virus ha fatto fermare a 1.760 i biglietti staccati al botteghino, anche se poi la piazza per i verdetti era colma e festosa. Alla fine fuochi d’artificio con un cielo troppo chiaro ancora, ma comunque, suggestivi ed il colpo di cannone prima dei verdetti che hanno incoronato un’Africa Macelli sontuosa e bella in un festeggiamento spontaneo. Domani si torna al lavoro, il carnevale è finito, ma quella passata è una notte africana da ricordare, quasi da mal d’Africa. —
Michele Morabito
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