Il Tirreno

Versilia

balneazione 

Tubi antinquinamento Pierucci: impossibile rispettare i tempi

Cesare Bonifazi

Ecco i rilievi sugli spandenti a mare con cui l’amministrazione motiva la richiesta di estendere a fine 2012 il cronoprogramma

3 MINUTI DI LETTURA







«Il cronoprogramma non consente di rispettare per qualunque soggetto attuatore, le norme di procedimentali di riferimento». Con queste parole l’assessore alla Rigenerazione Urbana e del Territorio di Viareggio Federico Pierucci spiega i propri dubbi alla Regione sulla fattibilità degli spandenti a mare in tempi brevi. Gli spandenti a mare sono quelle opere previste sulla Fossa dell’Abate che servono a portare l’acqua del corso d’acqua lontano dalla riva. Si tratta di due tubi interrati che dovranno servire per impedire che i batteri fecali che si trovano nella Fossa sfociano lungo la riva provocando i divieti di balneazione nella zona nord di Viareggio e a Lido di Camaiore. Secondo la prima bozza del progetto, gli spandenti dovevano essere pronti per il 2019. Gli impedimenti burocratici hanno fatto slittare tutto a quest’anno e, in un primo momento, era stato promesso, anche dalla Regione, che entro l’estate sarebbero stati pronti. Il progetto in totale prevede una spesa di 400mila euro: 200mila euro messi dalla Regione, 100 da Camaiore e 100 da Viareggio. Proprio l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro è capofila per il progetto.

Proprio la settimana scorsa i tempi sono saltati. L’amministrazione di Viareggio ha scritto una Pec alla Regione dove illustra alcune criticità sul progetto degli spandenti e chiedendo un rinvio della scadenza. Il risultato certo è che entro giugno i dispositivi non ci saranno sicuramente.

Nell’email l’assessore Pierucci spiega come non sia possibile rispettare il cronoprogramma per una serie di ragioni: intanto perché al Comune di Viareggio mancano le professionalità interne specifiche e di progetto. Inoltre, si legge nella missiva mandata a Firenze, «il Comune di Viareggio sta facendo le opportune verifiche e ulteriori indagini per valutare un cronoprogramma coerente alla procedura, anche relativamente alle autorizzazioni ambientali propedeutiche alla gara e ai lavori, ipotizzando delle condotte idonee in termine di portata e lunghezza e pertanto più efficaci».

Altro punto messo sotto alla lente di ingrandimento nell’email è quella della clausola sui ritardi. L’accordo prevede infatti che, in caso l’amministrazione di Viareggio ritardi nella realizzazione dell’opera, si farà carico interamente della spesa dei cantieri. Una clausola che era stata definita da Viareggio «inaccettabile».

La Regione, tramite l’assessora Federica Fratone, aveva fatto sapere che la clausola sarebbe stata tolta ma, come emerge dalla lettera di Pierucci, così non è. Tanto che si legge: «riguardo alla richiesta di togliere il paragrafo che prevedeva a carico dei soggetti sottoscrittori inadempienti, compromettendo l’attuazione dell’intervento, le spese sostenute anche dalle altre parti, si rileva che è stato solamente spostato in un altro articolo». Significa che la famosa “clausola sui ritardi” non è stata eliminata ma semplicemente messa altrove.

«Pertanto - conclude l’email Pierucci - anche in considerazione delle modalità operative e realizzative dell’opera, tenuto conto della stagione balneare e degli eventi meteo marini, con conseguente rischio, gravosità e onerosità a carico del Comune di Viareggio, con la presente si richiede, in attesa di un esito alle verifiche suddette con conseguente stesura di un cronoprogramma più dettagliato di poter estendere la data ultima a quella dell’accordo generale, vale a dire il 31 dicembre 2022». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa