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Scuola di Quiesa Il sindaco: «Voglio riaprire il plesso»
Il primo cittadino spiega come non ci siano i presupposti per convogliare i finanziamenti sui lavori strutturali «Ce la metteremo tutta»
massarosa. «La situazione è davvero complessa, la nostra volontà è senza dubbio quella di riaprire la scuola e ce la stiamo mettendo tutta, ma quello che qualcuno strumentalizza è il fatto che questa amministrazione non ha più la libertà di agire e soprattutto le condizioni originarie sono completamente stravolte», il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini risponde alle accuse lanciate dal comitato di Quiesa che ha nuovamente attaccato striscioni per chiedere che la scuola venga riaperta il prima possibile.
«Per ottenere 760 mila euro di cofinanziamento vincolato, per due progetti distinti e a due enti distinti, dobbiamo impegnare, liquidare e rendicontare ai due enti 1.050.000 euro. La quota che dobbiamo mettere è di 290mila euro».
E spiega: «In questi mesi l’amministrazione comunale si è mossa molto e in silenzio in relazione alla difficoltosa situazione. A maggio eravamo di fronte ad una situazione ordinaria: lavori da fare con finanziamenti assegnati. A giugno, su comunicazione al genio civile la scuola è stata dichiarata inagibile e non si tratta più di lavori di miglioramento sismico, ma di una vera e propria ristrutturazione. Nel mese di novembre, con la dichiarazione di dissesto la situazione si è ulteriormente complicata. Ora dovremo aspettare di concordare con l’Osl gli interventi. In relazione ai finanziamenti è emerso che i fondi per il miglioramento sismico della Fondazione la quota di cofinanziamento è di 200 mila euro per ottenerne 400 mila. La cifra è stata inserita nel piano finanziario inviato. I 200 mila euro di cofinanziamento devono essere destinati obbligatoriamente al progetto per il quale l’amministrazione ha richiesto il contributo: ovvero l’adeguamento sismico della scuoa». —
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