Il Tirreno

Versilia

Salvini in Cittadella, contestazione in maschera ma senza incidenti

Donatella Francesconi
Salvini in Cittadella, contestazione in maschera ma senza incidenti

Il leader della Lega: «Sono squadristi. Ho fatto questa visita perché mia figlia non ha mai visto i carri».

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La formula “Cittadella aperta” ha funzionato. Ieri al luogo in cui nasce la magia del Carnevale tutti hanno avuto accesso, nonostante la visita del leader della Lega, Matteo Salvini, con figlia, fidanzata, ed inevitabili bagno di folla e contestazioni. La scelta di non “blindare” l’area, di non chiudere i cancelli, di non rendere la Cittadella lo scenario di uno scontro di piazza, ha permesso ai sostenitori di Salvini di seguirlo, schiacciandosi l’un con l’altro per strappare un selfie. Ed ai contestatori in maschera di esporre gli striscioni non lontano dagli hangar che il senatore leghista ha voluto visitare, accompagnato al personale della Fondazione Carnevale.

I toni sono stati aspri, come da attese. A segnare la visita i cori “Scemo, scemo”, “Siamo tutti antifascisti” e “Salvini dacci i quattrini”, gli striscioni “È l’unico pagliaccio che non ci piace”, ma anche “A Carnevale Salvini piglia male”.

Dall’altra parte, il leader leghista rispondendo ad una domanda del Tirreno”una volta preso fiato dentro la sezione di Torre del Lago, non le manda a dire: «Questo luogo sarà aperto a tutti perché io non limito la libertà degli altri. Se qualcuno è in cerca di squadristi, bene: questi sono squadristi», con riferimento diretto a chi lo ha contestato.

«Non è neppure una visita ufficiale, perché è con sua figlia», sottolinea una voce dalle fila dei contestatori. Figlia di 7 anni che Salvini si carica sulle spalle appena sceso dall’auto nel parcheggio sul retro della Cittadella. «Ho fatto questa visita», dichiara alla folla di microfoni, telecamere, taccuini non appena terminata la visita all’ “Espace Gilbert”, hangar che accoglie anche i laboratori della cartapesta, «perché mia figlia non ha mai visto i carri. Credo che il diritto al Carnevale sia un diritto di tutti i papà e di tutti i bambini, qualche sia il punto di vista politico».

Così è ancora la figlia Mirta protagonista dell’incontro in Fondazione tra il leader della Lega e la presidente della Fondazione, Marialina Marcucci. Che alla piccola Salvini regala uno zainetto di Burlamacco, le riviste degli anni passati con i carri che hanno ritratto il padre, ed altri gadget adatti all’età.

Passando da un hangar all’altro, Salvini - guidato abilmente dall’ex presidente della Fondazione, Alessandro Santini, oggi consigliere comunale - ha avuto modo di ringraziare Edoardo Ceragioli, con il carro “L’Amaro italiano” «per avermi rappresentato più magro».Ma anche di stupirsi di trovare Marzia Etna - mascheratista di “Terra promessa” - al proprio posto di combattimento, tra le poche donne del carnevale di Viareggio, mostrata come esempio alla piccola Mirta.

Nell’hangar di Luca Bertozzi le tigri formato maxi di “A caccia di un lieto fine” stregano anche il senatore leghista. Che, nonostante anche altre costruzioni fossero in bella vista - solo alcuni degli hangar sono rimasti chiusi, tra cui quello dei fratelli Cinquini che fin da subito avevano dichiarato che non avrebbero aperto - ha invertito la rotta per incontrare la Fondazione prima di ripartire per Torre del Lago, dove lo attendevano l’inaugurazione della sede ed il comizio in piazza del Popolo. Applausi, incitamenti, voglia di selfie, cori hanno accompagnato l’intera visita di Salvini a Viareggio e nella frazione. «Dal 2015 lo accolgo vestito da majorette come ero sul carro», racconta un sostenitore, che aggiunge: «Per me è il meglio che c’è».

A Viareggio ed in Toscana si vota a primavera per le amministrative, ma non è questo il tema che tiene banco nella visita di Salvini in Cittadella. L’attacco è tutto per il presidente della Regione, Enrico Rossi, sul tema dell’emergenza mondiale coronavirus: «Abbiamo un governatore in Toscana che diceva che chi voleva i controlli è un fascioleghista, e così i medici che chiedevano i controlli. Ce la metteremo tutta, proveremo a fare il possibile e l'impossibile per liberare la Toscana da certa gente che non merita di governare una terra bella come la Toscana». —





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