Il Tirreno

Versilia

Licenziate le addette alle pulizie: siamo state abbandonate

Cesare Bonifazi

Per loro non è stato possibile decidere il ricollocamento come per gli altri 

2 MINUTI DI LETTURA





le storie

Hanno più di quarant’anni e da tempo lavoravano per la Servieco, una società di Roma che ha l’incarico il servizio delle pulizie in numerosi uffici e luoghi di lavoro, tra questi anche i locali del supermercato Pam che chiuderà tra pochi giorni le serrande. A farne le spese sono proprio queste tre dipendenti della società che, una volta persa la commessa della Pam di Viareggio, ha deciso di mandare a casa le tre lavoratrici che facevano le pulizie. Tre donne con delle famiglie che adesso dovranno andare altrove a chiedere un posto di lavoro. Perché la dirigenza ha deciso di licenziarle, senza alcuna possibilità di appello. Con tutte le garanzie sociali previste dalla legge, questo è sicuro ma senza un cartellino da timbrare.

A raccontare il dolore e la rabbia di questa triste situazione è proprio una di queste donne, assunte come inservienti dalla ditta esterna, e che non riceveranno lo stesso trattamento dei dipendenti Pam, ovvero il ricollocamento: «Negli ultimi giorni si è parlato molto dei lavoratori del supermercato - spiega Stefania Lippi - ma per loro l’azienda ha deciso un futuro: verranno ricollocati in altri punti vendita e continueranno a fare il proprio lavoro. Coloro che invece resteranno a piedi siamo noi addetti alle pulizie. Io faccio questo lavoro all’interno del supermercato da diciassette anni. Dal 29 febbraio io e due mie colleghe, che abbiamo fatto onestamente il nostro lavoro, andremo definitivamente a casa. Sì, è pur vero che avremo diritto al sussidio di disoccupazione ma siamo state abbandonate dopo anni di duro lavoro. Ci trattano come se fossimo lavoratrici di serie B quando invece non lo siamo. Ma non possiamo ribellarci perché loro hanno il coltello dalla parte del manico».

Un fulmine a ciel sereno: «La comunicazione ci è arrivata come una doccia gelata - continua la donna - ci è arrivata la comunicazione ci è arrivata lo stesso giorno in cui è stata annunciata la chiusura del punto vendita. Ma mentre a loro hanno detto di non preoccuparsi, che non avrebbero perso il lavoro, a noi ci hanno liquidato mandandoci semplicemente casa. Non so dove sbattere la testa: non so dove andare a chiedere lavoro. Dove lo ritrovo un altro contratto a tempo indeterminato come ce lo avevo fino ad oggi. Se Pam non avesse preso questa decisione, lavoreremmo ancora». —

Cesare Bonifazi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Il questore di Prato chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite

di Redazione Prato