Il carro e la mascherata più belli? Sono quelli dell’Africa Macelli
Ecco la classifica ideale secondo il voto espresso dai presidenti delle dodici contrade: è ovviamente soltanto un gioco, il cui risultato domani potrebbe essere confermato o ribaltato
LE PAGELLE
Se a votare nelle giurie del Carnevale Pietrasantino fossero stati i presidenti delle contrade la contrada dell’Africa Macelli avrebbe fatto l’en plein: prima nella classifica dei carri e prima nella mascherata.
LA GIURIA
Ci siamo divertiti a giocare con i presidenti delle 12 contrade: Maurizio Landi della Lanterna, Cristina Bertolucci del Tiglio La Beca, Anna Balduini della Corte, Alessandro Silicani di Pontestrada, Gianfranco Pieroni del Pollino Traversagna, Alessandro Mancini dell’Africa, Alessandro Biagi di Strettoia, Mario Chelli di Brancagliana, Gianfranco Biagi degli Antichi Feudi, Nicola Gherardi di Valdicastello, Marco Formesi di Marina e per la Collina Susanna Lanè (non è ancora stato eletto un nuovo presidente per i collinari dopo la morte di Renza Viviani). A tutti loro abbiamo chiesto di indicare chi meriterebbe di occupare i posti del pido sia tra i carri sia tra le mascherate, escludendo ovviamente la propria contrada.
Un presidente ha espresso un pari merito al primo posto e uno per il terzo nel concorso dei carri. Per quanto attiene la mascherata due presidenti non si sono espressi «in quanto troppo impegnati a ballare sul carro» e dunque non in grado per questo di esprimere un giudizio compiuto.
I CARRI
Nella sezione dei carri allegorici sei contrade sono state indicate almeno una volta sul podio, ma su quale contrada debba ritirare il premio della critica per dirla alla sanremese, non vi sono dubbi, dato che gli Steampunk dell’Africa hanno collezionato 5 menzioni per il primo posto, 3 per il secondo e 3 per il terzo. Al virtuale secondo posto dei presidenti l’All you can eat di Valdicastello che ha collezionato tre menzioni da primo posto e una per il secondo e una per il terzo. Si dividono il terzo gradino del podio il ragno della Lanterna e il carnevale da Oscar di Brancagliana con due menzioni al primo posto, una al secondo e due al terzo.
Gli egiziani della Marina si accomodano ai piedi del podio con comunque una menzione per il primo posto, due menzioni per il secondo e due al terzo. Sesto con tre menzioni al secondo posto e uno al terzo per il Dante del Pollino Traversagna.
LE MASCHERATE
Non cambia niente o quasi nella classifica dei presidenti per le mascherate: se si parte dal primo posto solitaria svetta l’Africa Macelli con gli strani personaggi usciti dalla letteratura fantasy Steampunk: su dodici presidenti solo dieci hanno votato nel sondaggio e cinque hanno incoronato ancora l’Africa che raccoglie anche tre secondi posti ed un terzo. Dietro l’Africa la ricarica di allegria degli Antichi Feudi che se nel carro non sfondano nella mascherata ottengono ben tre primi posti e tre secondi: la macchia celeste che si muove lungo il percorso è di grande impatto anche per il gran numero di figuranti. Solo terzi, si fa per dire, quelli di Strettoia su cui ormai gli altri fanno la corsa avendo monopolizzato la classifica degli ultimi quattro anni: nella classifica dei presidenti due primi, due secondi e un terzo. Ai piedi del podio la Marina con i suoi egiziani che obiettivamente si fanno notare e apprezzare con due secondi e tre terzi posti. Ci sono menzioni anche per il Pollino con due terzi posti e fa piacere anche una menzione per il terzo posto per gli arcobaleni della Collina, per Pontestrada e Corte.
Si tratta di un gioco, ma il riconoscimento dei competitor è un bel risultato a prescindere dal giudizio delle giurie che magari guarderà altro e giudicherà diversamente. Nella categoria dei carri sono stati indicati quelli che sul circuito avevano impressionato di più per presenza, colore e movimenti: il carro dell’Africa è qualcosa di diverso, originale con una sfumatura culturale che ha stupito, intrigato, incuriosito con quella concessione alla pazzia che non guasta a carnevale. Nella mascherata si è giustamente premiato la quantità dei figuranti. Poi si vedrà: i giudici hanno già fatto il loro lavoro nelle prime due sfilate.
Piace l’assenza di strategia nel dare i giudizi, sintomo che le contrade condividono il progetto di portare avanti questa manifestazione. Domani i giudizi veri che potrebbero confermare o ribaltare questo risultato. E che festa sia. —
Michele Morabito
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