Il Tirreno

Versilia

IL PIANO DEGLI ARENILI 

Sì a verande chiuse e pagode in spiaggia

Luca Basile ;
Sì a verande chiuse e pagode in spiaggia

Il sindaco favorevole alle richieste avanzate dai balneari per consentire ai bagni di essere attrattivi tutto l’anno

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. Chiusure delle verande di bar e ristoranti per una spiaggia da vivere tutto l’anno, coperture delle piscine, ma anche via libera a tende di maxi-dimensioni, sul modello della celeberrima “pagoda” di Daniela Santanchè dove accogliere la clientela. Prende forma il piano di utilizzo degli arenili – Pua – che ridisegnerà il litorale e in particolare gli stabilimenti balneari di Marina di Pietrasanta già a partire dal prossimo anno.

«Le richieste delle categorie economiche, mi riferisco ad esempio alla chiusura dello spazio ristoro, sono condivise da questa amministrazione comunale – fa sapere il sindaco Alberto Giovannetti – nessun ostacolo quindi per chi investe, anzi, gli imprenditori hanno un’autostrada davanti con questa giunta. È ovvio che ogni osservazione presentata sarà accolta nel rispetto dei vari pareri e norme di riferimento. Anche la pagoda? Lo ripeto: se il Consorzio balneari ci farà presente la necessità di integrare il prossimo Pua con il posizionamento su spiaggia di queste soluzioni, da parte nostra non arriverà alcuna obiezione. E lavoreremo per inserirle nel piano. Bisogna tenere presente le esigenze del mercato e valorizzare, al meglio, la proposta turistica».

Una presa di posizione, quella del sindaco, che soddisfa ovviamente la categoria. «La linea adottata dall’amministrazione comunale ci convince: detto questo evitiamo di fare confusione sulla questione pagoda che non è un manufatto o una struttura demandata a somministrare bevande o pietanze sulla spiaggia, ma più semplicemente una tenda di dimensioni più o meno significative, realizzata con materiale già oggi consentito, come paglia e legno e da affittare alla clientela. Il calpestio in legno? Ecco, quello non è al momento possibile – precisa Francesco Verona presidente del Consorzio balneari di Marina di Pietrasanta – ma sarà nostra premura presentare un’integrazione alle osservazioni in tal senso. La pagoda della Santaché e del Twiga era finita al centro di una querelle normativa perché collocata in una sede, nelle vicinanze della battigia, vietata: per il resto non vediamo alcun genere di controindicazioni a questo genere di servizio e ci fa piacere che il sindaco sia in sintonia con la nostra visione della spiaggia del futuro che tutela le proprie tradizioni, ma guarda anche a proposte innovative».

Sull’opzione-pagoda e sulle altre osservazioni bisognerà però verificare, come detto, il parere favorevole o meno degli altri enti preposti.

Nel frattempo c’è chi però critica, fra i cittadini e gli stessi clienti, proprio i balneari. «Chiedono di chiudere le verande per allungare la stagione e poi già ai primi di settembre cominciamo a togliere tende ed ombrelloni e a lesinare sui servizi. C’è poca coerenza». Missiva critica rigettata dalla categoria. «Se il nuovo piano ci consentirà di poter accogliere le persone in ambienti funzionali e riscaldati durante i mesi più freddi, e non come accade oggi, sarà finalmente possibile r garantire un servizio all’altezza anche fuori stagione, se non per tutto l’anno, quanto meno da marzo a novembre, come minimo». —



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