Il Tirreno

Versilia

DEGRADO 

L’ex mercato comunale è diventato un bazar di cose abbandonate

L.B.

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PIETRASANTA. C’è chi, educatamente, prende e si porta a casa libri e giocattoli per bambini a suo tempo lasciati per una sorta di condivisione spontanea e chi ancora, senza alcun motivo, imbratta il pavimento con la vernice. Il mercato comunale, in attesa di essere demolito e trasformato nel museo Mitoraj – l’inaugurazione dello spazio espositivo è fissata nell’estate 2021 –, è oggi un via-vai di anime che entrano, osservano, raccolgono eventualmente qualcosa e poi si allontanano.

Lo scenario di fondo di una sede che una volta accoglieva attività commerciali di vario genere e che ha fatto, eccome se l’ha fatta, la storia di Pietrasanta, è però all’insegna del degrado e dell’indifferenza, della sporcizia e della confusione: detto della vernice sul pavimento ci chiediamo, ad esempio, cosa ne sarà e chi rimuoverà – Comune? Ex concessionari? – le vetrine e i banchi frigo così come altri oggetti ancora oggi presenti all’interno dell’ex supermercato e della vecchia pescheria, ad esempio. Che poi il materiale da rimuovere, nei diversi ambienti, è veramente tanto e fa cumulo in vari angoli per un impegno che si preannuncia tutt’altro che semplice.

Nel frattempo l’associazione “Mangi chi ha fame”, che segue e supporta diverse decine di famiglie con problemi ad arrivare a fine mese donando periodicamente pacchi alimentari, ha liberato la propria sede sempre all’interno del mercato dopo l’avviso di sfratto. «Dal Comune ci hanno intimato di lasciare la nostra stanza entro una certa data e lo abbiamo fatto. Finché sarà possibile continueremo a garantire il nostro aiuto a queste persone» fanno sapere i volontari.

Dicevamo dei libri, degli abiti, delle videocassette, dei giochi, dei disegni, del materiale didattico e dei vari accessori, più o meno datati, conferiti negli anni da queste parti: il passaparola ha portato molti cittadini a recarsi in zona per dare uno sguardo. Una sorta di bazar a prezzo zero gestito in piena libertà e senza problemi, fatta eccezione, dicevamo, per alcune menti malevoli che di tanto in tanto prendono di mira il bene comune.

C’è poi uno splendido lavabo, riteniamo di proprietà comunale, da tutelare, così come sono presenti vecchie insegne commerciali che forse sarebbe un errore vedere finire in discarica. Fra pochi giorni, sul vecchio mercato comunale, calerà definitivamente il sipario e verrà così scritta la parola fine a una storia che vede da troppo tempo scorrere, tristemente, i suoi titoli di coda. — L.B.

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