Ultimo atto della giustizia sul delitto Iacconi
Il 2 luglio la Corte di Cassazione dovrà decidere se confermare o meno in via definitiva la condanne di Bianchi e Fialdini
La giustizia sta per pronunciarsi in maniera definitiva sull’omicidio di Manuele Iacconi, uno dei fatti di sangue più brutali nella storia di Viareggio e della Versilia. La Corte di Cassazione ha fissato al 2 luglio la discussione sul caso: in quel giorno i giudici della Suprema Corte decideranno se confermare le condanne oggi pendenti su Alessio Fialdini, 24 anni, e Federico Bianchi, anch’egli 24enne. Oppure se accettare il ricorso dei loro avvocati difensori e ribaltare così le sentenze di primo e secondo grado.
Manuele Iacconi, originario di Piano di Mommio, è stato massacrato a colpi di casco la notte di Halloween del 2014 in via Coppino, cuore della Darsena viareggina. È morto un mese dopo in ospedale a Livorno: aveva 34 anni. Assieme a lui fu pestato l’amico Matteo Lasurdi, all’epoca trentenne: lui è riuscito a sopravvivere all’aggressione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, che ha resistito finora in tutti i gradi di giudizio, la scintilla è una lite da strada: da una parte Manuele e Matteo, che sono in auto assieme ad altri amici; dall’altra un ragazzo di 17 anni che cammina in mezzo alla carreggiata. Manuele avrebbe rimproverato il ragazzo per questo motivo. Secondo l’accusa, in aiuto del 17enne sarebbe intervenuto Federico Bianchi, detto “il pugile”. Che con un cazzotto avrebbe steso sia Iacconi che Lasurdi. Manuele, una volta a terra, avrebbe ricevuto il primo colpo di casco da Alessio Fialdini, che poi lo avrebbe passato al minorenne da cui era partita la lite. A quel punto lui e il coetaneo Matteo Della Ragione avrebbero massacrato coi caschi rispettivamente Iacconi e Lasurdi. Il primo muore un mese dopo in ospedale, l’altro riesce a cavarsela.
Chi ha materialmente ucciso Manuele è già stato condannato in via definitiva a dodici anni e sta scontando la reclusione in carcere. Della Ragione è stato condannato in primo grado per l’omicidio di Manuele, ma assolto in appello: il giudice gli ha inflitto 6 anni per il tentato omicidio di Lasurdi.
Le condanne più pesanti sono state inflitte a Bianchi e Fialdini: sia in primo che in secondo grado i giudici hanno determinato rispettivamente pene di 15 anni e 8 mesi di carcere e di 18 anni di carcere. La motivazione è data dal fatto che, secondo i tribunali, i quattro ragazzi hanno agito insieme e deliberatamente per punire uno sgarro. Con l’obiettivo di annientare l’avversario. Ora sarà la Corte di Cassazione a decidere il destino di Bianchi, assistito dagli avvocati Emilio Soppelsa e Franco Coppi, e di Fialdini, assistito dall’avvocato Massimo Landi: in caso di conferma della condanna, per loro si apriranno le porte del carcere. La famiglia di Iacconi, nel procedimento giudiziario, è tutelata dall’avvocato Riccardo Carloni. —
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