Lutto
Si incatena al mercato del Forte per il fratello scomparso
La protesta della sorella del 57enne sparito lo scorso novembre da Massa «Se avessero iniziato subito le ricerche con i cani, lo avrebbero trovato»
FORTE DEI MARMI. Il 7 novembre è uscito di casa per andare a fare la spesa e non è più tornato. Nei giorni successivi è stato visto da alcuni conoscenti qua e là per le strade di Massa. Poi, da metà novembre, più nulla. Walter Del Freo, 58 anni da compiere il 10 marzo, è scomparso. E ieri mattina (19 febbraio), la sorella, Patrizia, si è incatenata per protesta davanti al bar Milanese, a Forte dei Marmi, proprio davanti all’ingresso dell’affollatissimo mercato del mercoledì mattina.
Centinaia di persone sono passate davanti a lei, ai suoi cartelli e al suo dolore. «Se avessero iniziato a cercarlo subito con i cani, a quest’ora sarebbe già stato trovato. Adesso è troppo tardi: se ha preso il treno non verrà più trovato», racconta a Il Tirreno la donna. È la sua seconda protesta. Il 17 febbraio Patrizia si era incatenata davanti al Comune di Massa. Sempre con il suo solito grido di aiuto: «Cercate mio fratello». E una richiesta in più, rivolta direttamente al sindaco di Massa: quella di mettere a disposizione l’ex ospedale (chiuso da anni) per i senzatetto.
E non si dà pace. Non se la darà fino a quando non avrà notizie di Walter. Da novembre sta girando la Toscana alla ricerca del fratello. Ogni giorno carica la sua bicicletta sul treno e scende a una stazione diversa: Viareggio, Pisa, Pistoia, Firenze. Gira per le strade delle città cercando il suo volto. Appende manifesti, distribuisce volantini e domanda, domanda, domanda. «Pensate che non mi fanno attaccare cartelli con la sua foto alle stazioni – racconta –. E nemmeno nei pronto soccorso. Tra le forze dell’ordine circola la foto in via elettronica, ma se non viene stampata una foto e non viene appesa nelle caserme o nei posti di polizia, come pretendono che tutti gli agenti o i carabinieri conoscano e riconoscano il suo volto? Se non si appendono manifesti nelle stazioni, negli ospedali, nei luoghi più affollati e di passaggio, come pensano che la gente possa sapere che è scomparso e che qualcuno lo sta cercando? Devono cambiare il metodo di ricerca altrimenti non verrà mai trovato».
Ieri mattina è arrivata davanti al bar Milanese ricoperta di catene e cartelli poco dopo le nove di mattina. Ed è rimasta lì, ferma, senza nemmeno bere un goccio d’acqua, tutta la mattina e mezzo pomeriggio. È la sua richiesta di aiuto, muta ma dolorosa. Chiede «che ci sia più coordinamento nelle ricerche. Ringrazio carabinieri e polizia per quello che stanno facendo e che faranno. Io però sono convinta che così non verrà mai trovato e come lui tutte le persone scomparse. Ho il terrore, davvero, di non vederlo più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
