Gioco
Doccia gelata per i lavoratori Pam: il supermercato chiude tra 9 giorni
L’azienda ha ottenuto il via libera dal Comune per la ristrutturazione di immobile ed area a parcheggio. Ma l’operazione non è finalizzata a rimanere
VIAREGGIO. Pam chiude il supermercato di Largo Risorgimento. E lo fa dal 29 febbraio prossimo, meno di dieci giorni. I venti dipendenti andranno in altri negozi della Toscana se assunti a tempo indeterminato, oppure a casa per chi ha un contratto a termine. Eppure solo tre giorni fa il consiglio comunale ha approvato la convenzione per cui proprio Pam si impegna a recuperare l’area a parcheggio (di proprietà del Comune) con tanto di verde pubblico, fontana e modifica della viabilità, per una operazione da 1,3 milioni di euro.
Un recupero - così si legge nella convenzione che ha avuto il via libera dal voto in consiglio e che è immediatamente valida - che riguarda anche l’immobile che oggi ospita il supermercato per il quale sono previsti «interventi di manutenzione straordinaria costituiti, principalmente, da ristrutturazione interna, rifacimento/impianti, rifacimento dei rivestimenti dei prospetti esterni».
Nonostante questo, due giorni dopo appena il voto in consiglio, ai sindacati è arrivata la comunicazione della struttura commerciale. Che tira giù le saracinesche. Definitivamente. Visto che nella comunicazione si legge: «Le ragioni di tale decisione sono costituite dalla ormai cronica ed irreversibile negatività della gestione di tale unità produttiva».
La domanda è inevitabile: possibile che questa decisione che l’azienda dichiara esplicitamente come arrivare da lontano non sia mai emersa negli incontri con l’amministrazione comunale? Eppure nell’ultimo consiglio l’assessore Federico Pierucci si era così espresso: «Abbiamo iniziato a concertare questo progetto con la gestione di Pam che vuole investire nuovamente sulla città e sul proprio punto vendita. E questa è una cosa importante perché si dice che c’è un interesse sempre maggiore a tornare ad investire sul nostro territorio e quando questa avviene l’amministrazione comunale abbia tutto il dovere di incentivarlo e creare tutte le condizioni possibili perché ciò avvenga». A fare eco all’assessore, la consigliera Gloria Puccetti, vice presidente della commissione urbanistica del consiglio dove il provvedimento è approdata in tutta fretta alla viglia della seduta del 17 febbraio: «È un buon progetto, anche perché è un anno e mezzo che leggiamo notizie per cui Pam era fortemente in crisi, c’era minaccia licenziamento dipendenti. Se ha intenzione di fare un investimento così importante vuol dire che vuole rientrare».
Il Tirreno ha chiesto ieri all’assessore Pierucci cosa sia accaduto, vista la doccia gelata che si è abbattuta sui lavoratori Pam. L’assessore ha visualizzato il messaggio e non ha risposto.
A parlare è invece Giovanni Sgrò, responsabile Uil Versilia: «Quella votata dal consiglio comunale di Viareggio si è rivelata, nel giro di due giorni, una mera operazione immobiliare. Senza garanzie alcune per i lavoratori». Una operazione costruita nel tempo, visto che Pam aveva proposto ai dipendenti del supermercato di Viareggio di rinunciare a parte dello stipendio per un periodo di tre anni, «senza che vi fosse una prospettiva», ricorda il sindacalista.
A preoccupare il sindacato, però, non è solo la vicenda drammaticamente attuale della Pam di Viareggio. Perché quello si profila per la Versilia dalla collina al mare sul fronte della media distribuzione è una sorta di Risiko dove il più grande si mangia il più piccolo senza appello. «Stiamo cercando da tempo di incontrare il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini», continua Sgrò, «per capire cosa accadrà con il centro commerciale che Unicoop Firenze intende realizzare sulla via di Montramito. I supermercati Conad della zona tra Massarosa e Viareggio hanno già ipotizzato una perdita media del 30%. A catena è così che è accaduto per Pam con l’apertura del Centro commerciale “Burlamacco” a pochi passi da Largo Risorgimento. Perché le strutture di vendita aumentano ma non aumenta certo la capacità di spesa in una città dove il lavoro scarseggia sia per i giovani che per i meno giovani.
L’ultimo giorno di apertura al pubblico - così la lettera che Pam ha inviato a Cgil Cisl Uil - «sarà il 29 febbraio 2020. Cui seguiranno le attività di svuotamento del punto vendita, al termine delle quali i lavoratori a tempi indeterminato ivi impegnati saranno trasferiti presso le altre unità produttive della società in Toscana». Pam, stando così le cose, scrive: «Riteniamo necessario fissare con urgenza un incontro per meglio dettagliare il piano di gestione degli esuberi». Ed è un altro pezzo di città che viene meno. Questa volta perfino con il via libera del consiglio comunale. —
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