Il Tirreno

Versilia

la guerra dei rifiuti 

Impianti, il sindaco Del Dotto: «Pioppogatto non è in gioco»

Donatella Francesconi
Impianti, il sindaco Del Dotto: «Pioppogatto non è in gioco»

RetiAmbiente vorrebbe fare propria la struttura oggi dei Comuni versiliesi Ma il primo cittadino avverte: «Prima entri Livorno in RetiAmbiente»

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È chiaro, ormai, che sull’asse Pioppogatto (Ersu)-Pisa (ReriAmbiente) corre la questione della proprietà dell’impianto. Sulla quale interviene - netto - il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto: «Il regime proprietario dell'impianto di Pioppogato, al momento, non è la priorità». Mentre Ersu «avverte i rischi che corre la gestione dell'impianto di Pioppogato, a partire dai livelli occupazionali», continua l’intervento di Del Dotto, «la questione impiantistica mi sembra la foglia di fico a un'operazione politica in corso che ben poco - al momento - interessa ai Comuni. Peraltro, sono personalmente convinto che dell'eventuale conferimento dell'impianto in RetiAmbiente si potrà parlare solo dopo l'ingresso di Livorno».

Perché la questione impianti nella disponibilità del servizio rifiuti Costa Toscana va ben oltre Pioppogatto.

«Siamo solo parzialmente sollevati della promessa di arrivo di rifiuti per l'impianto», aggiunge Del Dotto: «Indubbiamente devo dar atto a Daniele Fortini, presidente di RetiAmbiente, di aver trovato con il Lazio (dove lo stesso Fortini ha un incarico regionale) una soluzione al problema del quale, da presidente di Geofor (l’azienda pisana che ha dirottato le tonnellate di rifiuti conferite a Pioppogatto sull’impianti di Peccioli, ndr), è stato sicuramente ignaro protagonista. Perché per noi poco importa se uno ha tante cariche. Piuttosto ci interessa invece come uno le esercita. E se qualcuno - da presidente di una azienda pubblica, “figlia” di una holding - sposta i rifiuti nella discarica di un'altra azienda - fuori dalla holding, nella quale magari è componente di organi - senza rendersi conto che così danneggia la holding oltre che i Comuni, è evidente che c'è un conflitto di interessi. Ma siamo ben contenti che sia sciolto».

Ciò che resta in campo - così la questione posta dal sindaco di Camaiore - è «la nostra sollecitazione a trattare con estrema delicatezza l'argomento di Pioppogatto. Ricordiamo che l'impianto lavora non semplicemente per sostenere Ersu - che entrò in campo a sostituire Vera, dopo il 2015 - bensì per garantire ai Comuni della Versilia oltre 950mila euro annui che servono per ripagare i mutui contratti da Cav per restituire i 5 milioni di euro alla Regione e per chiudere una fetta consistente del quadro debitorio che ci si trascinava dietro da oltre 20 anni. I Comuni della Versilia pagano certamente il prezzo delle loro divisioni degli anni ’70/’80, ma anche quella di una storia ingloriosa - quella degli inceneritori dell'epoca “Chiti” - oggi fortunatamente accantonata dalla Regione Toscana (per non parlare dell'ambiente e della salute delle persone, con gli studi epidemiologici pagati dalla Regione). Ecco perché, è evidente, l'argomento della proprietà degli impianti sarà trattato nell'ambito di un percorso a tappe nel quale, però, tutti (non solo Ersu) devono credere (Geofor inclusa)».

Geofor che già sta facendo la parte del leone in RetiAmbiente anche con una politica di assunzioni delle imprese degli appalti che vedrà un’altra mandata di ingressi in azienda a breve. Mentre i lavoratori dello stesso settore, in Versilia, rischiano quotidiani terremoti, figli “minori” di RetiAmbiente. —





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