Gioco
Salvini a Viareggio, i carristi chiudono le porte: «No alla propaganda». Ma Galli va controcorrente
Ta i primi a intervenire sul caso è stato Umberto Cinquini: «Noi paghiamo un affitto alla Fondazione e fino a che non ci buttano fuori si fa quello che riteniamo più opportuno»
VIAREGGIO. Alla fine, sulle polemiche per la visita del leader leghista Matteo Salvini alla Cittadella, la pensano diversamente, i carristi Elodie Lebigre e Fabrizio Galli. Su un punto, però, convergono: è triste vedere il Carnevale usato come strumento di propaganda, come terreno di scontro per la campagna elettorale. Al di là delle posizioni ideologiche, sembra che ad amareggiare i costruttori sia proprio questa strumentalizzazione. «Come la pensiamo su Salvini mi pare che sia abbastanza evidente…». Già: diventa quasi una domanda retorica chiedere un commento sulla vicenda a Elodie Lebigre. Che ricorda come la sua famiglia si comportò nel 2016, in occasione del precedente passaggio di Salvini dalla Cittadella: «I carri all’epoca non erano ancora di proprietà dei costruttori: quando aprirono l’hangar i miei genitori se ne andarono, rimasero solo alcune maschere».
Quattro anni dopo «io sto con Edoardo Ceragioli, che ha deciso di non essere presente sabato: lui deve fare quello che si sente. E non è detto che debba star lì ad accettare il contraddittorio solo perché ha costruito un carro che fa satira contro Salvini». Tra i primi a intervenire, tramite i social, è stato Umberto Cinquini. E anche a voce ribadisce la sua posizione: «Per me non è una questione politica – esordisce lui – quello che volevo dire è che nessuno deve permettersi di dire ai carristi di tenere aperti o chiusi i portoni degli hangar: noi paghiamo un affitto alla Fondazione Carnevale e fino a che non ci buttano fuori di lì ci si fa quello che riteniamo più opportuno».
Quanto a Salvini «mi dà fastidio che gli si dia tutta questa importanza». Tende invece una mano Fabrizio Galli. E non potrebbe essere diversamente, con il suo carro che inneggia ad abbracciarci: «Mi dispiace che si parli di una presa di posizione dei costruttori, come se ci fosse una voce unica: si generalizza molto, e questo è un errore». Galli non ci sarà alla Cittadella «perché andremo al Carnevale a Firenze: non avrei avuto problemi ad aprire le porte del mio hangar a Salvini, è giusto affrontare le persone. Anzi, gli avrei detto che non si usa il Carnevale per interessi di parte». Portoni chiusi da parte di Roberto Vannucci, che si è affidato a Facebook per dire la sua: «Per nessuno apriremo il capannone, sempre coerenti senza se e senza ma».
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