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Sos al prefetto del centrosinistra «La presidente non ci rispetta»

Luca Basile
Sos al prefetto del centrosinistra «La presidente non ci rispetta»

Pd e Insieme per Pietrasanta chiedono l’intervento del rappresentante del governo «I nostri ordini del giorno e mozioni non vengono discussi entro i 20 giorni previsti» 

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. La gestione delle sedute del consiglio comunale diventa materiale per il prefetto Francesco Esposito. A chiamarlo in causa, con una missiva inoltrata ieri, sono il gruppo consiliare del Pd – Ettore Neri e Nicola Conti – e quello di Insieme per Pietrasanta – Lorenzo Borzonasca. «Chiediamo un intervento del prefetto per richiamare a un maggiore rispetto istituzionale delle minoranze, data una situazione ormai non più giustificabile della maggioranza consiliare di Pietrasanta» si legge nella lettera inviata a Lucca dal centrosinistra – con l’eccezione di Luca Mori, Italia Viva. Nel mirino l’operato della presidente Paola Brizzolari e ancora della coalizione guidata da Alberto Giovannetti. «Siamo di fronte a una difficoltà oggettiva di ottemperare al ruolo da noi ricoperto. Attualmente a Pietrasanta le nostre mozioni – si legge nella segnalazione – e ordini del giorno non vengono discussi – come da regolamento, ndr – entro 20 giorni dalla presentazione».

All’attenzione del prefetto vengono così segnalati i casi, mai affrontati in ambito istituzionale, della richiesta di una commissione per Cava Fornace – datato 19 ottobre 2019 – il declassamento del tratto autostradale compreso fra Massarosa, Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi – del 25 ottobre 2019 – e il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre – 12 novembre 2019. «Durante il consiglio del 20 gennaio scorso è stata fra l’altro discussa una mozione di oltre 4 mesi prima. Discutere una mozione o un ordine del giorno dopo diversi mesi ne vanifica il significato. Peraltro, durante l’ultima seduta consiliare del 13 febbraio – aggiungono Neri, Conti e Borzonasca – che prevedeva la discussione dei punti in questione – è stata decisa l’interruzione della seduta per sopraggiunti impegni di lavoro da parte dei consiglieri di maggioranza».

Posizione, quella del centrosinistra, però rigettata dal presidente del consiglio comunale Paola Brizzolari. «La sottoscritta i punti in questione li ha iscritti all’ordine del giorno delle sedute se poi queste stesse sedute, per volere dei consiglieri vengono sospese, cosa ci posso fare? Sospensioni volute e votate soprattutto dalla maggioranza? Sì, è vero, ma anche la minoranza, in taluni casi, e anche di recente, ha votato per uno stop impedendo, così facendo, la discussione di mozioni e ordini del giorno. Una volta i consigli comunali andavano avanti per ore, fino a tarda notte e non c’era alcun problema. Oggi, invece, alcuni consiglieri non brillano certo per la voglia di partecipare, a lungo, a una seduta. Detto questo sono assolutamente serena – sottolinea Brizzolari – perché ritengo di essermi comportata come regolamento impone anche se il termine di discussione entro 20 giorni è effettivamente previsto. Al prefetto, nel caso, esporrò le mie ragioni e poi, sempre serenamente, prenderò atto delle sue decisioni».

Mozioni e ordini del giorno, con annesse interrogazioni, che saranno oggetto della prossima seduta consiliare convocata, salvo ripensamenti, per il 27 febbraio. Nel frattempo, però, non è esclusa una convocazione da parte del prefetto per fare chiarezza su quanto denunciato dai 3 consiglieri. –

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