Gioco
Nuovo bagno di folla per le due Sandrelli «Viareggio è sempre nel nostro cuore»
Amanda: «Il premio Ondina? Lo dedico alla zia Flora» Stefania: «E adesso al lavoro per la regia di Tosca»
Il premio è tutto per Amanda. Ma foto, saluti e abbracci sono anche per mamma Stefania. Perché dopo il sabato pomeriggio al corso mascherato («Come ci siamo divertite...», raccontano con un entusiasmo sincero), anche la domenica post sfilata è un autentico bagno di folla per le due Sandrelli, tornate insieme a Viareggio dopo una lunga assenza. Madre e figlia prima si raccontano (e si commuovono) alla Gamc quando Amanda ritira l’Ondina d’oro che Stefania aveva vinto già alcuni anni fa. Poi tagliano il nastro delle nuove sale di Palazzo delle Muse che ospitano le opere del Carnevalotto e infine si concedono al pubblico della Cittadella accorso per un altro pomeriggio di coriandoli e stelle filanti.
«Per me - racconta Amanda - tornare a Viareggio significa tornare un po’ bambina. È qui che ho trascorso la mia infanzia, è qui che ho vissuto momenti indimenticabili con alcune delle persone a cui più ho voluto bene e che adesso non ci sono più. Insomma, Viareggio vuol dire tanto per me ed è per questo che il premio che mi è stato consegnato ha un valore davvero speciale. E lo voglio dedicare ad una persona a cui ero particolarmente legata - mia zia Flora - che per me è stata più di una nonna, visto che mia nonna è morta prestissimo. Mia zia Flora, poi, era la toscanità fatta persona: una donna che riusciva a fare scherzi a tutti e a vedere sempre il lato allegro delle cose. Un insegnamento per me. Spero di portarmi dietro questa ironia e allegria che hanno i viareggini»
E a proposito di viaregginità trasmessa per sangue di madre (Amanda è nata in Svizzera, a Losanna), la nuova Ondina d’oro ha espresso un desiderio da esaudire già a partire dal prossimo anno. «Non sono mai salita su un carro di Carnevale. Così come non ci è mai riuscita neppure mia madre. Ebbene, ora che sono anche Ondina d’oro, spero che mi facciano salire...»
E a proposito di desideri che si materializzano, Stefania Sandrelli ha parlato del sogno (ormai prossimo a diventare realtà) di cimentarsi nella regia di un’opera lirica di Giacomo Puccini. Sarà infatti lei a curare l’allestimento della Tosca che debutterà il 14 luglio sul palco del Festival Puccini di Torre del Lago. «Avevo svelato in anteprima proprio al Tirreno di questo mio sogno alcuni anni fa - ricorda Stefania - e in qualche modo avevo messo in giro la voce. Quest’anno finalmente l’opportunità si è materializzata e curerò nientemeno che la regia di Tosca. Per me si tratta di una esperienza nuova, ma io sono una persona che si lascia guidare dall’istinto e dall’intuito e credo che sia arrivata al momento giusto. Finora, in tanti anni di carriera, l’intuito non mi ha mai tradito. Spero che non succeda proprio adesso... Comunque sia, io voglio fare questa cosa al meglio, come sempre nel mio lavoro. Tanto più che l’idea di misurarmi con un gigante della musica come Puccini mi affascina. In ogni sua opera vi sono arie talmente intense, talmente belle... E poi la sua musica è così moderna, così attuale...»
Inutile dire che l’opera che preferisce è la Tosca con cui si cimenterà. «In questa storia - spiega - c’è una romanità che ho imparato a conoscere (Stefania vive da molti anni nella capitale, ndr) e quindi Tosca per me resta l’opera che più amo. Diciamo però che anche Bohème, dopo averla vista proprio al Festival Puccini di Torre del Lago nell’allestimento di Ettore Scola, è tra le mie preferite. Non nascondo di averci pianto, riso... Insomma ne sono stata letteralmente rapita». —
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