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Massarosa in attesa della nomina dell’organismo di liquidazione

M.C.
Massarosa in attesa della nomina dell’organismo di liquidazione

Via libera all’Osl dopo la sentenza del Tar che ha confermato il dissesto  Coluccini: «Arriverà tra pochi giorni, il ministero aspettava il tribunale»

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massarosa. «Eravamo sicuri di questo esito. Eravamo sicuri di aver agito correttamente, di non poter far altro che dichiarare il dissesto. Adesso non ci resta che aspettare la nomina dell’Osl». E secondo i calcoli del sindaco di Massarosa Alberto Coluccini, l’organismo straordinario di liquidazione verrà nominato (con un decreto del presidente della Repubblica su proposta del ministro degli Interni) «tra pochi giorni. Ormai aspettavano l’esito del Tar». Quello sul ricorso presentato da oltre quattrocento cittadini, tra cui l’ex sindaco Franco Mungai e tutta l’opposizione di centrosinistra, contro la delibera dello scorso novembre con cui il Comune ha dichiarato il dissesto.

Il tribunale amministrativo si è pronunciato sabato bocciando il ricorso e dando quindi ragione al municipio sostenendo che c’erano tutti i presupposti per la dichiarazione di dissesto e che quindi l’amministrazione non avesse alternativa. Adesso non rimane che aspettare l’insediamento dell’organismo che dovrà portare il Comune fuori dalla crisi. L’insediamento avviene entro cinque giorni dalla notifica del provvedimento di nomina.

Ma come è composto l’Osl? Per i comuni con popolazione superiore ai cinquemila abitanti come Massarosa l’organo straordinario di liquidazione è composto da una commissione di tre membri. Sono nominati «fra magistrati a riposo della corte dei conti – si legge nel testo del dl 267/2000 –, della magistratura ordinaria, del consiglio di Stato, fra funzionari dotati di un’idonea esperienza nel campo finanziario e contabile in servizio o in quiescenza degli uffici centrali o periferici del ministero dell’interno, del ministero del tesoro del bilancio e della programmazione economica, del ministero delle finanze e di altre amministrazioni dello Stato, fra i segretari ed i ragionieri comunali e provinciali particolarmente esperti, anche in quiescenza, fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e gli iscritti nell’albo dei ragionieri».

L’Osl dovrà provvedere al ripiano dell’indebitamento pregresso «con i mezzi consentiti dalla legge». Dovrà quindi elaborare un piano di estinzione delle passività che verrà poi sottoposto all’approvazione, entro 120 giorni dal deposito, del ministro dell’Interno».

Intanto il centrosinistra fa sapere di non di non volersi arrendere di fronte alla decisione del Tar. «Sapevamo che sarebbe stato difficile, perché in quella sede si giudica sulle procedure da un punto di vista formale e non sul merito dei numeri del bilancio. Le sentenze ovviamente si rispettano, anche se ci attendevamo qualcosa di più della semplice presa d'atto dell'esistenza della relazione dei revisori. Anche per questo valuteremo il ricorso al consiglio di Stato così come del resto lo stesso avvocato Giancarlo Altavilla ci ha suggerito. Era tuttavia giusto e doveroso provarci. La nostra comunità deve essere fiera di 426 cittadini che si sono messi in fila per rimediare a decisioni in ogni caso scellerate». —

M.C.



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