Dal terzo corso entrano 500mila euro tondi tondi
Leggermente migliorate le previsioni inserite nel bilancio Ora per raggiungere il pareggio al botteghino serve mezzo milione di euro
Viareggio. E anche l’incasso del terzo corso mascherato è adesso ufficialmente svelato. Dall’ultimo sabato di Carnevale - agevolato da una splendida giornata di sole - sono infatti entrati cinquecentomila euro tondi tondi. Un ottimo risultato, se si considera che gli incassi del sabato - a parità di condizioni meteo e di calendario - sono storicamente più bassi rispetto a quelli domenicali. Ma, soprattutto, il dato reale ricalca (anzi, migliora leggermente) quello inserito in sede di preventivo alla casella del terzo corso mascherato (490mila euro). Insomma, dopo la partenza zoppicante del primo corso - funestato dalla pioggia - i conti sono ampiamente tornati in carreggiata. Anche se - per poter parlare di bilancio in ordine - bisognerà attendere il risultato di domenica prossima, decisiva per decretare il successo della manifestazione e magari far segnare qualche nuovo record.
Fino ad oggi - con ancora tre corsi mascherati di fronte - sono entrati nelle casse di Burlamacco 2 milioni e 113mila euro. Questo significa che per centrare l’obiettivo finale che la Fondazione Carnevale si è posto per l’edizione 2020 mancano ancora poco meno di 500mila euro. Un obiettivo decisamente alla portata a condizione che il maltempo non ci metta lo zampino soprattutto domenica prossima, di gran lunga il più importante fra tutti i corsi mascherati (le previsioni meteo che cominciano ad arrivare parlano di una “settimana grassa” all’insegna del bel tempo, ma è ancora troppo presto per considerarle attendibili...).
Poco, quantomeno in termini di incasso, ci si attende invece dalla sfilata del giovedì grasso (in preventivo sono stati inseriti solo 61mila euro). Ma quella che rappresenta la vera novità di questa edizione non andrà giudicata solo da un punto di vista economico. Anzi, forse l’aspetto degli incassi sarà quello che dovrà pesare di meno nel giudizio complessivo dell’esperimento. L’uscita dei carri il giovedì grasso va infatti valutato da una parte come un investimento per il futuro (grazie anche alla cinque giorni del rione Darsena, Viareggio può finalmente offrire una settimana grassa degna della capitale italiana del Carnevale e dunque proporsi come meta turistica per un weekend lungo) e dall’altra riempe un vuoto di programmazione che vedeva il giovedì grasso tristemente vuoto di iniziative.
Del resto anche il martedì grasso in passato era considerato semplicemente come il “corso dei viareggini” e per questo anti-economico. Invece, ormai da alcune edizioni, anche gli incassi si sono fatti sempre più consistenti tanto da arrivare - lo scorso anno - a toccare quota 247mila euro. Che non sono propriamente noccioline... —
Claudio Vecoli
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