Gioco
Marcello Lippi al convegno sul calcio femminile «Siamo la stessa squadra»
Tra gli interventi quello dell’ex tecnico di serie A Renzo Ulivieri che ora allena le ragazze del Pontedera: «Non c’è differenza col calcio maschile»
VIAREGGIO. “Coraggio e passione” questo il messaggio che è arrivato dalla tavola rotonda “Calcio Femminile – Le generazioni del cambiamento”, organizzata dal Soroptimist International d’Italia Club Viareggio Versilia al Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio. L’evento è iniziato con uno splendido fuori programma: l’arrivo a sorpresa del Ct campione del mondo Marcello Lippi, che non ha voluto far mancare il suo saluto. «Sono appena rientrato dall’estero – ha detto il mister – ed ero qui di passaggio per altri impegni, mi hanno avvertito di questa splendida iniziativa e non potevo non passare a esprimervi tutti i miei migliori in bocca al lupo. Il nostro mondo è fatto di squadre, e noi, tutti insieme, siamo una squadra: calcio maschile, calcio femminile, fa tutto parte della stessa squadra».
Il convengo, che ha visto un ricchissimo parterre di ex calciatrici, dirigenti della Figc Divisione calcio femminili, donne arbitro e anche un avvocato esperto in diritto sportivo, ha avuto come tema le moltissime problematiche legate al calcio femminile. Ad aprire i lavori è stata la presidente del Soroptimist Club Viareggio–Versilia Brunella Dinelli, che ha ringraziato per la collaborazione anche l’amministrazione comunale di Viareggio rappresentata dall’assessore Sandra Mei, la Fondazione Carnevale rappresentata da Monica Guidi e il Centro Giovani Calciatori Viareggio rappresentato dal vice presidente Massimo Barozzi. L’evento è stato inserito nel periodo della Viareggio Women’s Football Club.
Coraggio e passione, dicevamo, perché come hanno sottolineato tutte le intervenute, il mondo del calcio femminile è ancora troppo indietro in Italia rispetto al resto dell’Europa. Tifosi e anche addetti ai lavori hanno incominciato ad accorgersene dopo i mondiali. A chiarire e sottolineare la differenza, un grandissimo ex allenatore di serie A, Renzo Uliveri, che è stato fra i primi a credere nel calcio femminile e che oggi, fra i moltissimi impegni federali, trova anche il tempo di allenare le ragazze del Pontedera.
«Quando ho cominciato ad allenare le donne – racconta – tutti mi dicevano di stare attento, che era difficile gestire lo spogliatoio molto peggio che con gli uomini. Non mi sono dato per vinto, mi sono comportato esattamente nello stesso modo che con le squadre maschili. E sapete che cosa rispondo quando mi dicono che differenza c’è fra il calcio maschile e quello femminile? Nessuna: queste ragazze sono impegnate quanto i maschi, fanno gli stessi allenamenti, vivono le partite come loro. Sì, c’è una differenza, nel frattempo le donne devono anche lavorare perché non sono professioniste e quindi non possono vivere di calcio».
Qui il fulcro del discorso: oggi come il 23 febbraio del 1968, quando la prima sezione italiana femminile nacque proprio a Viareggio, il calcio femminile è ancora pieno di ostacoli sotto tutti i punti di vista, da quello legale a quello della tutela professionale. E questa è stata l’occasione per metterli alla luce, evidenziando come le donne che sono oggi nel mondo del calcio, ma anche molti uomini, stiano lavorando sodo perché queste difficoltà possano essere abbattute. —
Maria Cristina Ercini
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