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Il bus è nuovo di zecca ma la pedana disabili non va

Donatella Francesconi
Il bus è nuovo di zecca ma la pedana disabili non va

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VIAREGGIO. L’autobus è nuovo ma la pedana che consente l’accesso a bordo a chi è su una sedia a rotelle non si apre. Forse non funziona. Oppure è l’autista che non è stato formato ad utilizzarla. Fatto sta che Marco Becattini, 45 anni, presidente della associazione “Libera-Mente-Abili”, per tornare a Viareggio da Massarosa ha dovuto rinunciare a salire ed attendere il bus successivo.

Marco era arrivato ieri mattina a Viareggio, da Firenze, in treno. Per scendere dal convoglio ha dovuto prenotare, con qualche giorno di anticipo, i volontari attraverso la “Sala blu” di Ferrovie. Ad attenderlo in stazione la consigliera comunale Annamaria Pacilio (5Stelle) che da tempo collabora con l’associazione di Becattini. Aiuto indispensabile perché la fermata Ctt Nord della stazione di Viareggio non è abilitata alla salita disabili, in quanto dotata di un marciapiede che crea qualche problema perfino ai più anziani.

Dalla stazione, per prendere un bus diretto a Massarosa dove Becattini doveva visionare un impianto sportivo per una prossima iniziativa della associazione, si è dovuta raggiungere piazza D’Azeglio. Percorrendo una via Mazzini dai marciapiedi impraticabili per chi sia su due ruote, o anche solo abbia difficoltà di deambulazione. All’angolo con la via Foscolo e la via Buonarroti, là dove il marciapiede è ingombro delle transenne che indicano la caduta calcinacci dalla ex caserma dei carabinieri, Becattini e Pacilio sono dovuti scendere in strada, in un punto molto pericoloso.

Arrivati in piazza D’Azeglio il bus per Massarosa, dotato di pedana anche se la fermata numero 3 non è abilitata, era in ritardo di mezz’ora a causa di un incidente accaduto a Camaiore (così ha spiegato la biglietteria), che però non ha visto coinvolto un mezzo Ctt Nord.

Becattini non è nuovo ad uscite pubbliche che hanno lo scopo di mettere in evidenza, video e foto alla mano, quanto sia impedita la libertà di movimento e l’autonomia di chi ha disabilità. «La legge prevede che non si debba prenotare per spostarsi», ricorda il presidente di “Libera-Mente-Abili”. Ma se chi viaggia sulla sedia a rotelle non prenota i volontari, non scende dal treno in nessun stazione del Bel Paese. —

Donatella Francesconi

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