Il Tirreno

Versilia

IN TRIBUNALE 

Tassa marmo al 10 per cento il Comune vince il primo round

Tiziano Baldi Galleni
Tassa marmo al 10 per cento il Comune vince il primo round

Il giudice civile ha respinto il ricorso presentato dall’azienda Trambiserra contro il raddoppio dell’imposizione. Per Henraux la partita dirottata verso il Tar

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Seravezza. Seravezza vince il primo round: gli imprenditori del marmo devono versare all’ente un contributo del 10% del valore economico dei blocchi che estraggono, e non del 5,25% come prima del 2015. È quanto ha stabilito il tribunale civile di Lucca respingendo il ricorso presentato dalla Trambiserra marmi Srl. Il giudice ha inoltre reputato legittimi – con un’altra sentenza – i prezzi per tonnellata dei marmi che il Comune nel 2015 aveva aggiornato e poi applicato. Prezzi che servono appunto a tradurre in euro le quantità di lapideo estratto (per poi calcolare a fine anno la tassa marmo).

Ai due provvedimenti amministrativi aveva fatto ricorso anche Henraux Spa, alla quale il tribunale civile di Lucca (un giudice diverso) ha indicato di rivolgersi al Tar (Tribunale amministrativo regionale). Entrambe le società però sono state condannate a risarcire le spese legali al Comune.

Va intanto specificato che sia la Trambiserra Marmi che l’Henraux Spa, nonostante abbiano fatto ricorso, hanno sempre pagato la tassa marmo al 10% in via precauzionale.

L’innalzamento era stato stabilito dalla Regione con la legge 35 del 2015. Allo stesso tempo, però, le due ditte – con sede in Versilia – non hanno accettato di applicare i nuovi valori di mercato dei blocchi, aggiornati dal Comune dopo un’indagine fatta da un geologo incaricato dalla giunta Neri: hanno invece continuato a pagare la tassa marmo (o contributo per l’estrazione) basandosi su prezzi minori, di una stima fatta nel 2011.

Le sentenze che riguardano la Trambiserra marmi della famiglia Biagi proprietaria delle omonime cave sono di fine 2019. «Siamo contenti di questa prima sentenza a nostro favore – commenta la vicesindaca Valentina Salvatori – che ci dà ragione nel merito. Cioè nelle scelte fatte: aver adottato la delibera del 2015 fu frutto di un impegno di un’amministrazione che incaricò un tecnico che con un lavoro complesso e una ricerca di mercato aveva revisionato i valori in euro, con un aumento sostanziale, articolandoli per tipologie di materiali. Ma anche sull’applicazione del 10%: siamo stati fra i primi Comuni – prosegue Salvatori – ad accorgerci che era cambiata la norma regionale. Adesso attendiamo di vedere se nei successivi gradi di giudizio questo impianto sarà confermato».

La tassa marmo al 10% viene applicata anche negli altri comuni della Regione in cui si fa estrazione, come Stazzema, Massa e Carrara. Le aziende a fine anno producono un’autodichiarazione dei quantitativi estratti lavorabili (non gli scarti). Gli uffici comunali traducono le tonnellate di blocchi in un valore economico e trattengono il contributo per l’estrazione. Seravezza nel 2019 ha incassato 274mila euro dalla tassa marmo. Nel 2018, 312mila euro. I comuni dalla cifra che incassano devono poi versare il 5% all’Asl, il 4% alla Regione e l’1 al Parco delle Apuane. —

Tiziano Baldi Galleni

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